Veneri sui vaccini

“La Regione Toscana deve utilizzare tutte le risorse disponibili per sostenere una campagna vaccinale anti-Covid efficace, celere e capillare. Potrebbe, perciò, coinvolgere la rete delle farmacie pubbliche e private toscane, dando attuazione alla Legge 30 dicembre 2020 n.178 comma 471. Tale comma, prevede che, come successo in altri Paesi dell’Unione europea, si possano effettuare le vaccinazioni anche nelle farmacie, sotto la supervisione di medici assistiti, se necessario, da infermieri, previo accordo con le organizzazioni sindacali rappresentative delle farmacie, e sentito l’ordine professionale relativo” dichiara il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Gabriele Veneri, che ha presentato a tal proposito una mozione alla Giunta regionale.

“Le farmacie toscane, pubbliche e private, sono diffuse capillarmente in tutta la Regione, anche nelle aree più periferiche, e spesso svolgono un ruolo sociale fondamentale per la collettività, rappresentando una sorta di presidio sanitario del territorio, punto di riferimento soprattutto per le persone anziane e per gli individui più deboli -sottolinea Veneri- Un anziano o un non deambulante, ad esempio, che vuole vaccinarsi, avrà sicuramente più facile accesso ad una farmacia vicina a casa piuttosto che a qualunque altro presidio sanitario. Senza dimenticare che una parte dei farmacisti toscani ha frequentato dei corsi specifici, al termine dei quali è stato rilasciato loro l’attestato di “farmacista vaccinatore”.

“Attualmente, in Toscana i vaccini vengono somministrati dal personale sanitario negli ospedali, nei presidi sanitari, negli ambulatori e poliambulatori, e negli hub individuati dalla Regione. Somministrando le dosi anche nelle farmacie, si diminuirebbero gli assembramenti e si riuscirebbe a tenere sotto controllo il numero dei vaccini ed i relativi vaccinati” ricorda Veneri.

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