Uccide la figlioletta, sentiti dai carabinieri moglie e figlio

Non avrebbe dato segni di nervosismo ieri mattina l’operaio bengalese di 39 anni prima di uccidere improvvisamente la figlioletta di 4anni e di aggredire il figlio dodicenne. La giornata era iniziata con tranquillità nell’appartamento della palazzina di via Togliatti a Levane nel comune di Bucine  abitato dalla famiglia bengalese, tanto è vero che la mamma era andata a fare la spesa lasciando i due figli con il marito. La conferma dalle parole del dodicenne sentito dai carabinieri nella serata di oggi presso l’ospedale valdarnese della Gruccia dove si trova in osservazione per il trauma cranico riportato nella colluttazione con il padre. Stando a quanto emerge il 39enne, che da venti giorni si trovava in cassa integrazione, avrebbe prima aggredito il figlio con il tipico coltello da cucina bengalese poi, con rapidità, si sarebbe avventato sulla piccola colpendola a morte. Sempre stando a quanto emergerebbe dal racconto dell’adolescente ne’ lui ne’ la bambina avrebbero fatto capricci. La moglie e madre dei due bambini avrebbe confermato che il marito era depresso per la cassa integrazione ma non aveva fatto gesti inconsulti. Dal quadro scaturito dal colloquio con i carabinieri sembrerebbe che l’operaio sia stato vittima di un raptus improvviso. L’uomo si trova nel carcere fiorentino di Sollicciano e non ha più parlato dal momento in cui è stato prelevato dal pozzo dove si era lanciato e accompagnato prima in ospedale poi in carcere. Le indagini sono condotte dal pm Laura Taddei che chiederà a breve la convalida dell’arresto. Il Gip del Tribunale di Arezzo Fabio Lombardo dovrà poi fissare l’interrogatorio di garanzia.  L’operaio è difeso dall’avvocato Nicola Detti.

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