Turismo, alberghi a rischio chiusura

Con le presenze turistiche su Arezzo e provincia più che dimezzate e le limitazioni del quotidiano dettate dalla pandemia, sono tanti gli albergatori che nel 2020 sono riusciti a resistere al calo di fatturato con le proprie forze, ma che, se la situazione non cambia, sono a rischio chiusura nel 2021. Confcommercio Arezzo lancia l’allarme, dati alla mano.

“Per un albergo i ricavi non sono solo questione di presenze -spiega la responsabile dell’area turismo della Confcommercio aretina Laura Lodone – al 35% gli incassi degli albergatori sono composti da servizi accessori alla vendita delle camere, come la ristorazione o l’affitto di sale congressi. Ma da febbraio 2020, il settore è fermo, o quasi.”

“I dati diffusi in questi giorni dall’Irpet confermano che ”la provincia di Arezzo ha perso una media del 54% delle presenze turistiche, conferma la vicedirettrice della Confcommercio aretina Catiuscia Fei, “. E non possiamo neppure lamentarci troppo perché ci sono aree e città toscane, vedi Firenze, con perdite molto più pesanti, che arrivano fino all’80%.

Gli alberghi di Arezzo – dicono i dati in mano a Confcommercio -addirittura nell’agosto 2020 hanno registrato un +8% di presenze rispetto all’agosto 2019”,una  piccola ripresa dopo l’uscita dal lockdown che non fa testo: impossibile pareggiare con le perdite subite nel resto dell’anno.

Se si pensa che poi che nessun Dpcm  ha mai imposto la chiusura degli alberghi, i ristori sono stati ridicoli: intorno al 4,5% delle perdite subite in un mese. Ma le perdite arrivano fino al 70% del fatturato”.

Il problema è quanto potranno ancora reggere gli albergatori di questo passo. Gli esperti internazionali parlano di una vera ripartenza nel turismo solo dal 2023. Per questo secondo Confcommercio è necessario ripensare l’esperienza turistica da proporre ai clienti.

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