Tanti: Hospice torni dove è sempre stato, al San Donato

Nota del vice sindaco Lucia Tanti su un tema delicato che non riguarda solo la sanità. “Hospice, è ormai storia nota, ha perso la propria ‘casa’ dopo nemmeno tre anni dalla sua inaugurazione. Al suo posto è ritornato il reparto di oncologia e questo di per sé può non essere un problema. Ciò che invece continua a esserlo è che l’Hospice non ha una sede definitiva e che, suo malgrado, resta protagonista di soluzioni di ‘fortuna’. A tal proposito non finirò mai di ringraziare la Koinè per la propria disponibilità nei mesi del primo lockdown. Questa circostanza è stata messa bene in luce in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale da parte del gruppo di maggioranza della Lega per voce del suo capogruppo. Cogliamo quindi la sollecitazione che ci è giunta per sottolineare due questioni centrali.

La prima: da sempre ho sostenuto la necessità di ridare all’Hospice una soluzione definitiva, o riportandolo là dov’era oppure destinandogli un altro immobile nei pressi del San Donato, nel convincimento che l’Hospice ha necessità di essere considerato una realtà sanitaria paritaria alle altre e quindi va destinato in una struttura ‘nata e preparata’ ad hoc, non usandone altre pensate per servizi diversi e poi adattate.

La seconda: il 2021 sarà l’anno in cui, insieme alla Asl, dobbiamo dare avvio a una prospettiva di riqualificazione dell’area del Pionta e del San Donato iniziando a mettere mano alle palazzine che sono inutilizzate e che non possono rimanere così, anche facendo forza su azioni di partenariato pubblico-privato come strumenti di azione efficace. Ciò che tuttavia non è rinviabile è la progettazione di quell’area.

Accanto a questo, sempre all’inizio del 2021, sarà necessario fare un ‘tagliando’ al San Donato cominciando anche a individuare l’area per l’edificazione di un nuovo ospedale che, siamo consapevoli, non potrà sorgere in tempi stretti ma che rimane un progetto da mettere in cantiere.

Non appena comincerà il 2021, rappresenteremo alla Asl e alla Regione l’esigenza di un forte investimento nell’edilizia sanitaria, a partire proprio dall’Hospice per poi ampliare la prospettiva”.”

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