Sentenza truffa Etruria, le motivazioni

Secondo il giudice Angela Avila le subordinate poi azzerate di Banca Etruria furono davvero una truffa ai danni dei risparmiatori e i quattro dirigenti condannati a dieci mesi, che le piazzarono “a tutti i costi” ne furono responsabili. Quanto alla cabina di regia ipotizzata dalla procura, non stava nel livello intermedio dei dirigenti, che infatti sono stati assolti, ma eventualmente a un piano ancora superiore, quello dei vertici. Queste le motivazioni con le quali Angela Avila in 120 pagine spiega le motivazioni della sentenza che hanno portato alla condanna con non menzione dei quattro dirigenti. Secondo Avila ci fu dolo solo nei casi in cui si adoperarono tutti i metodi, dall’ignorare il Mifid alla sottovalutazione voluta del grado di studio e della capacità di comprendere i rischi di una subordinata, pur di arrivare al risultato.

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