Rsa Montevarchi, Chiassai: “al lavoro per gestirla direttamente”

Ciò che sta avvenendo nelle Rsa dimostra che qualcosa non ha funzionato, non solo a livello locale, ma anche regionale e nazionale. Per questo motivo, insieme alla Giunta, stiamo valutando la possibilità di passare ad una gestione diretta dei sevizi all’interno della Rsa, visto che l’attuale bando è in scadenza, in modo da avere un controllo e una responsabilità totale sull’assistenza ai nostri anziani». Così il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini. Tra gli ex pazienti della Rsa, commissariata dalla Asl Toscana sud est, si sono registrati 12 morti per il Coronavirus. «Abbiamo cominciato a lavorare in questa direzione a tutela degli ospiti, dei familiari e del Comune», aggiunge Chiassai Martini in una nota. Il sindaco ricorda di aver «presentato un esposto alla procura che sta indagando per accertare cosa sia successo, cosa non abbia funzionato e di chi siano le responsabilità per l’alto numero di contagi, tra ospiti e operatori, e purtroppo diversi decessi. Già dalla metà di marzo, avevo chiesto alla Asl e alla Regione di provvedere con urgenza ad effettuare i tamponi al personale sanitario, a cominciare dagli ospedali, case di riposo e distretti sanitari, ma per settimane niente è stato fatto. Nella nostra Rsa sono intervenuti dopo il primo caso positivo, quando ormai il Covid era già entrato». Chiassai Martini si chiede «perché invece in altre Rsa del territorio, siano stati fatti i tamponi e con riscontri veloci in assenza di casi positivi, al contrario di quanto avvenuto per la nostra realtà». «Non mi stupisco – aggiunge – che per la Regione Toscana ci siano due pesi e due misure: il presidente Rossi ha visitato le Rsa del Valdarno, eccetto quella di Montevarchi. In questa situazione difficile, non abbiamo mai ricevuto alcun riscontro dalla Regione su molti quesiti da me posti in merito all’emergenza, come se ci fossero cittadini di serie A e quelli di serie B»
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