Ritardi cassa integrazione,Binazzi:”Inaccettabile”

“La stessa drammatica storia si ripete purtroppo per l’ennesima volta: a febbraio la cassa covid non è ancora arrivata lasciando a bocca asciutta i dipendenti da ormai oltre 4 mesi e le aziende in forti difficoltà”.Così Franca Binazzi, presidente CNA Arezzo interviene sulla situazione di empasse per l’erogazione della cassa integrazione dei mesi di ottobre , novembre e dicembre 2020 bloccata dal mancato accredito da parte del Ministero nei conti correnti del Fondo nazionale dell’artigianato.

26 milioni in tutto le integrazioni salariali in sospeso nell’artigianato a livello nazionale. Con il 10% delle risorse da erogare, la Toscana è la prima regione, a pari merito con le Marche, per destinazione di tali risorse. Di queste circa 3 milioni di euro devono arrivare nella provincia di Arezzo. Il settore più colpito è sempre quello orafo argentiero con un’incidenza con 658 aziende che hanno fatto ricorso all’ammortizzatore e 2.632 dipendenti coinvolti e preoccupa anche l’aumento delle aziende artigiane che hanno fatto richiesta degli ammortizzatori sociali da 2743 al dicembre 2020 si è passati a 2818 aziende a febbraio 2021.

“Ancora una volta gli ammortizzatori covid si rivelano strumenti importanti per far fonte alla crisi ma è fondamentale procedere subito alla sburocratizzazione di procedure probabilmente superflue in una fase emergenziale come questa per consentire la massima velocità nella erogazione delle prestazioni”.

Le aziende artigiane della provincia di Arezzo che alla metà di febbraio 2021 hanno fatto ricorso al fondo bilaterale di integrazione salariale sono aumentate a 2.818 (a inizio dicembre erano 2.743). Tanti sono quindi gli accordi sindacali siglati presso l’ente bilaterale provinciale dell’artigianato per un totale di 11.274 dipendenti coinvolti (a inizio dicembre erano 11.006). Questo settore da solo supera l’intero comparto moda (tessile, abbigliamento, calzaturiero, pelletteria) che si attesta al secondo posto della drammatica classifica provinciale con il 23% di incidenza. Seguono meccanica e autoriparazione e servizi alla persona che in totale rappresentano il 28%.

“Occorre agire presto e bene, anche in un’ottica di riforma degli ammortizzatori sociali, di interventi per la formazione e la ricollocazione delle persone, alla luce dei dati degli iscritti allo stato di disoccupazione in provincia di Arezzo: al 31 gennaio 2021 sono 51.627 di cui 29.183 donne e 22.444 uomini. Purtroppo, nonostante il blocco dei licenziamenti e gli ammortizzatori covid volti alla conservazione dei posti di lavoro, il dato è in aumento dell’1,5% rispetto al 31 gennaio 2020 quando si avevano 50.869 iscritti di cui 28.722 donne e 22.147 uomini. E’ amaro constatare che anche in questo caso la componente femminile risulta la più penalizzata dalla crisi”.

Condividi l’articolo