Riparte il florovivaismo. Boccata d’ossigeno per 3300 aziende toscane

RE’ di nuovo possibile vendere fiori e piante nei vivai, anche al dettaglio. Una importante boccata d‘ossigeno per tutto il settore da settimane allo stremo, una grande vittoria della Cia e dell’Associazione Florovivaisti Italiani, che fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria Coronavirus si sono mobilitati verso le istituzioni nazionali ed europei per le sorti dell’intero comparto.  Sono 3.300 le aziende in Toscana, di cui 2.060 vivaistiche e 1.900 floricole, molte si occupano di entrambi i settori, e con un fatturato annuo di 900 milioni di euro, pari ad un terzo dell’intera produzione agricola regionale.

«La risposta del governo – sottolinea il presidente Cia Toscana Luca Brunelli – rappresenta un primo punto di ripartenza per le aziende florovivaistiche, quelle che con l’inizio dell’emergenza sanitaria stanno vivendo le difficoltà maggiori. Basti pensare alla sospensione di tutte le cerimonie civili e religiose, e un atteggiamento ostile degli importatori esteri. Oggi con la possibilità di riaprire i punti vendita e di poter vendere piante e fiori anche al dettaglio il settore può provare a ripartire. Come Cia Toscana abbiamo anche chiesto l’istituzione di un fondo specifico per rispondere alla crisi del mercato e al mancato reddito. Fondamentale sarà che l’Europa garantisca il giusto supporto e misure straordinarie al settore agroalimentare che, nell’emergenza Coronavirus, si conferma strategico per assicurare cibo sano e sicuro ai cittadini di tutta l’Ue».

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