Ricordata la strage del Mulinaccio

La sera del 6 luglio. Gli uomini lavoravano nei campi come ogni giorno e le donne badavano ai bambini e alla casa. La giornata era molto calda. Nel casolare il Mulinaccio vivevano le famiglie Roggi, Bianchi, Martini. C’erano poi alcuni sfollati: Chimenti, Pelini, Vestrucci e Romanelli. I soldati tedeschi, nei giorni precedenti, avevano visitato il casolare; i rapporti erano stati sempre buoni. Senza motivo, i soldati tedeschi circondarono la casa colonica e puntarono il fucile verso il primo uomo che incontrarono, membro della famiglia Bianchi che implorò la salvezza dei figli. Giunsero altri uomini, i nazisti li misero in fila e li avviarono lungo il Castro. Qui furono messi in fila e fucilati. I colpi delle mitraglie prima colpirono le gambe e poi i toraci. Quindici le vittime, tutti uomini. Le donne dopo le grida di disperazione aspettarono invano il rientro dei loro cari. La mattina seguente un tedesco tornò al casolare e invitò donne e vecchi a lasciare l’abitazione.

Stamani alle 9,30 è stata celebrata una Santa Messa per ricordare le vittime della strage presso il monumento ai caduti inaugurato nei primi anni cinquanta che rappresenta un obelisco dove sono poste le foto delle vittime. Riporta la scritta “ricordo perenne dei 15 trucidati dalle orde tedesche in fuga in questo medesimo luogo la sera del 6 luglio 1944. Possa l’estremo sacrificio di loro inermi e innocenti segnare agli uomini la via della fraternità e della pace”. Il monumento è stato restaurato, ad opera della Circoscrizione Fiorentina e del Comune, nel luglio 2008.

 
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