Riaperture negozi, Rossi detta le condizioni in Toscana

 

Riaprono i negozi: una parte, oltre a quelli già autorizzati. L’ha deciso il governo nazionale. In Toscana ci saranno però alcune prescrizioni in più da rispettare, che riguardano le distanze, i modi per raggiungere il luogo di lavoro, l’eventuale l’accesso anche e la sanificazione. L’ha stabilito il presidente della Toscana con un’ordinanza firmata nel giorno di Pasquetta; e se queste condizioni non saranno rispettate, i negozi non potranno riaprire. “Si tratta di ulteriori misure restrittive – spiega Rossi – per la salute di tutti, perché prima ancora di discutere quando riaprire è importante soffermarsi su come riaprire, per la massima sicurezza dei lavoratori e il contenimento del virus”.

Da domani, 14 aprile, per decisione del governo possono alzare i bandoni cartolibrerie e librerie, negozi di vestiti per bambini e neonati. Non è ancora la fatidica ‘fase due’, quanto semmai una ‘fase intermedia’. Potranno rimettersi in moto anche attività come la selvicoltura, la manutenzione delle aree forestali e delle opere idrauliche, le aziende della filiera di carta e cartone. L’ordinanza regionale sulle prescrizioni da seguire riguarda i negozi di questi settori, che contano in Toscana secondo Irpet circa 7300 unità di lavoro.

“Ho deciso di partire da qui – spiega Rossi -, perché è la categoria con il maggior impatto sulle persone. Domani e nei prossimi giorni mi occuperò però anche delle aziende che hanno già ricevuto nel frattempo l’autorizzazione a riaprire, magari col silenzio-assenso, e di quelle attività che lo potranno fare nelle prossime settimane”.

Il ragionamento è semplice e chiaro: se non si adottano idonee procedure, si rischia di aggravare la situazione epidemiologica e far impennare di nuovo la curva dei contagi. Ecco così le norme che in Toscana dovranno essere seguite.

Al primo punto c’è la sanificazione dei locali, compresi gli impianti di aerazione se presenti, da farsi prima di tornare a tirare su le saracinesche. La seconda avvertenza riguarda le condizioni di salute: in caso di febbre o altri sintomi influenzali il lavoratore è obbligato a rimanere casa e il datore di lavoro deve assicurarsi ogni giorno, all’inizio del turno, il rispetto della disposizione, anche mediante autocertificazione del dipendente.

Non meno importante è il tema dei mezzi di trasporto: lo spostamento dal proprio domicilio al posto di lavoro (e viceversa) è preferibile che avvenga individualmente. “E’ una decisione che ci costa – commenta il presidente Rossi – perché da sempre siamo per incentivare il trasporto pubblico. Ma in questa fase di emergenza è importante evitare contatti con altre persone”. Laddove spostarsi individualmente non fosse possibile, quando si utilizzino mezzi pubblici o mezzi privati (ma in un’auto non ci potranno stare più di due persone) il datore di lavoro dovrà fornire al lavoratore mascherine e guanti monouso a sufficienza per tutti gli spostamenti.

Valgono poi le raccomandazioni oramai diventate un’abitudine quotidiana in questo periodo di emergenza sanitaria: l’obbligo alla frequente e minuziosa pulizia delle mani, ad indossare guanti monouso e mascherine in tutte le possibili fasi lavorative che assieme ai detergenti dovrà fornire il datore di lavoro, la distanza di sicurezza tra le persone (che in Toscana dovrà essere di almeno un metro e 80 centimetri e non solo un metro). Nell’ordinanza toscana si invita, per quanto possibile, anche a posizionare pannelli di separazione tra i lavoratori e l’utenza.

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