Cerimonia di Donazione dei Ceri a Beato Gregorio X – 2026

Irene Innocentini

Con il rullo dei tamburi e lo squillo delle chiarine che tornano a echeggiare tra le mura cittadine, Arezzo ha celebrato ufficialmente l’inizio del nuovo anno giostresco.

La 28ª edizione dell’Offerta dei Ceri al Beato Gregorio X ha riunito ancora una volta i quartieri e le istituzioni in un rito che unisce fede, storia e identità cittadina. L’evento celebra il legame indissolubile tra la città e Papa Gregorio X, il Pontefice che nel XIII secolo scelse Arezzo come ultima dimora e lasciò i fondi necessari per il completamento della splendida Cattedrale.

L’offerta del cero votivo, simbolo di luce e speranza, rappresenta oggi non solo un atto di devozione, ma il primo atto ufficiale che conduce Arezzo verso le sfide di giugno e settembre in Piazza Grande. La manifestazione è iniziata in Piazza San Jacopo, dove gli Sbandieratori e i Musici di Arezzo hanno regalato alla cittadinanza le prime emozioni dell’anno. Nonostante il clima pungente, i colori dei quattro quartieri, Porta Crucifera, Porta del Foro, Porta Sant’Andrea e Porta Santo Spirito, hanno scaldato l’atmosfera, seguiti con orgoglio dalle rappresentanze del Comune e della Fraternita dei Laici.

Oltre al folklore e alla devozione, la cerimonia ha confermato il suo profondo valore sociale. Come da tradizione, i quartieri hanno consegnato un contributo economico destinato al Caritas Baby Hospital di Betlemme, l’unico ospedale pediatrico della Palestina. Un gesto che onora l’antico legame di Gregorio X con Gerusalemme e che, nel contesto attuale, assume un significato di pace ancora più forte. Il corteo ha poi raggiunto la Cattedrale per il momento culminante della giornata.

Davanti alle spoglie del Beato, il Vescovo di Arezzo, Mons. Andrea Migliavacca, ha accolto i Rettori per l’accensione dei ceri decorati dall’artista Rita Rossella Ciani. Durante la funzione, il Vescovo ha rivolto un pensiero commosso alle giovani vittime della recente tragedia di Crans-Montana in Svizzera, invitando i presenti a un momento di silenzio e riflessione comunitaria.

Con la conclusione della cerimonia dei Ceri, la macchina organizzativa della Giostra del Saracino entra ora nel vivo. Tra novità tecniche nei quartieri e il fermento dei comitati giovanili, l’attesa si sposta ora a febbraio, quando verranno ufficialmente svelate le dediche delle lance d’oro per le edizioni del 2026.

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