Osteosarcopenia, sintomi e rimedi

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L’osteosarcopenia rappresenta una patologia complessa e subdola che unisce due condizioni cliniche distinte ma strettamente interconnesse: l’osteoporosi, caratterizzata dal progressivo depauperamento della massa ossea, e la sarcopenia, che comporta la perdita di tessuto, forza e funzionalità muscolare. Questo binomio viene spesso definito come una vera e propria tempesta perfetta all’interno dell’organismo. Le due problematiche si muovono infatti in sinergia, indebolendo progressivamente l’apparato motorio e alterando l’equilibrio della persona, fino a trasformarsi in un pericoloso ponte verso il rischio di cadute e fratture. Si tratta di una condizione che interessa in particolar modo la popolazione femminile nel periodo successivo alla menopausa, a causa del calo ormonale che accelera la fragilità ossea, ma che non deve essere considerata un’esclusiva della terza età. In circa il 10% della popolazione, infatti, i primi segnali possono manifestarsi già in età giovanile, prima dei trent’anni, spesso correlati a patologie sistemiche latenti.

Nella provincia di Arezzo l’osteosarcopenia risulta essere una patologia ampiamente diffusa ma ancora fortemente misconosciuta e sottovalutata. Essendo caratterizzata da sintomi inizialmente silenti, la diagnosi giunge spesso in modo tardivo, quando la compromissione funzionale è già evidente. La medicina moderna ha tuttavia sviluppato una maggiore consapevolezza, arrivando a classificare l’osso e il muscolo come veri e propri organi del corpo e l’osteosarcopenia come una patologia sistemica. Proprio per la sua natura multifattoriale, la gestione di questa condizione richiede un approccio multidisciplinare e una stretta collaborazione nell’ambito della medicina di genere, come promosso dalle iniziative dell’Associazione Italiana Donne Medico. In questo contesto, la figura del medico fisiatra riveste un ruolo centrale come responsabile della presa in carico clinico-funzionale del paziente, coordinando un’équipe che fa dialogare diverse professionenze sanitarie per evitare trattamenti parziali o focalizzati sul singolo dolore articolare.

Un errore comune nella prevenzione dell’osteosarcopenia risiede nella convinzione che una semplice passeggiata quotidiana sia sufficiente a contrastare il problema. Se da un lato la camminata apporta indubbi benefici ai sistemi cardiorespiratorio e metabolico, dall’altro non risulta specifica per preservare il trofismo e la massa muscolare. Così come l’osteoporosi corrode le trabecole ossee, la sarcopenia riduce progressivamente le fibre muscolari, un processo che viene accelerato anche da condizioni di sovrappeso e obesità, dove il tessuto adiposo si sostituisce gradualmente a quello muscolare. Per interrompere questo meccanismo è necessario ricorrere all’esercizio terapeutico. Concepito alla stregua di una vera e propria terapia medica da calibrare e ripetere con costanza, l’esercizio terapeutico prevede movimenti mirati di rinforzo a corpo libero o con l’ausilio di macchinari, inizialmente guidati da un fisioterapista all’interno di un percorso protetto, ma da riprodurre quotidianamente a domicilio per garantire la continuità degli effetti.

Accanto all’attività fisica standardizzata, la nutrizione gioca un ruolo altrettanto determinante. Con l’avanzare dell’età, molte persone tendono a ridurre drasticamente l’apporto di proteine, che costituiscono invece l’elemento fondamentale per il nutrimento e il metabolismo del muscolo. L’educazione alimentare, volta a garantire il corretto bilanciamento tra macro e micronutrienti ed a limitare il consumo di cibi ultra-processati, rappresenta quindi il primo tassello della prevenzione. Per riconoscere tempestivamente l’insorgenza della patologia, la popolazione è invitata a prestare attenzione a specifici campanelli d’allarme, quali una faticabilità precoce, un senso di stanchezza persistente e una progressiva perdita di forza nei movimenti quotidiani, sintomi che vengono erroneamente attribuiti ai cambi di stagione o al naturale invecchiamento.

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