Levrieri e mattanza, la gente lo sa?

Ludovica Franci
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Il drammatico fenomeno dello sfruttamento e della mattanza dei levrieri in Spagna è al centro di una nuova iniziativa di sensibilizzazione giuridica e civile. Ospite del programma, Simona Neri, ingegnere, già sindaco per due mandati dei comuni di Pergine Valdarno e Laterina Pergine Valdarno, nonché ex responsabile per le politiche contro il gioco d’azzardo patologico di ANCI Toscana, condivide la propria esperienza personale e professionale legata all’adozione di Pepita, un levriero spagnolo (galgo) di undici anni salvato nel 2019. Il contatto con le associazioni di salvataggio (come Pet Levrieri) è avvenuto proprio durante il suo mandato in ANCI, approfondendo le reti del gioco d’azzardo e delle scommesse legate alle corse dei cani (greyhound) e dei cavalli, per poi estendersi alla realtà dei cani da caccia spagnoli.

I galgos e i greyhounds, storicamente considerati animali nobili e celebrati dall’antico Egitto fino a Dante Alighieri per la loro straordinaria eleganza, velocità e muscolatura aerodinamica, vengono oggi trattati in Spagna alla stregua di meri strumenti di lavoro. Nella penisola iberica viene praticata la caccia “a vista” alla lepre o ai volatili, una modalità che non prevede l’uso di fucili ma si affida esclusivamente alla rincorsa del cane. Poiché gli animali vengono fatti riprodurre in modo sovrabbondante per garantire nuova “materia prima”, non appena un cane subisce un infortunio o compie 2-3 anni perdendo un briciolo di agilità, viene brutalmente scartato dai cacciatori (galgueros) per evitare i costi di mantenimento. Si stima che ogni anno, in coincidenza con il 1° febbraio, data di chiusura della stagione venatoria, tristemente ribattezzata Dia del Galgo, circa 60.000-70.000 levrieri vengano abbandonati o sottoposti a atroci violenze, dall’impiccagione al getto nei pozzi. Prima del salvataggio, questi animali vivono ammassati in ambientes angusti o in buche nel terreno, alimentati solo a pane secco e privati di vaccini, carezze o abitudini domestiche, sviluppando traumi profondi.

Sul piano legislativo si registra un forte corto circuito: la legge approvata in Spagna per il benessere animale ha introdotto tutele rigorose e divieti specifici per gli animali domestici, escludendo però esplicitamente dal testo i cani da caccia, i tori da corrida e gli animali da laboratorio. Questa spaccatura normativa crea di fatto cani di “serie A” e cani di “serie B” privati di reali tutele. Per discutere l’evoluzione della giurisprudenza nel passaggio dall’animale considerato come res (cosa) a essere senziente, si terrà un corso di formazione forense di quattro ore presso l’Hotel Etrusco di Arezzo, organizzato dalla Fondazione per la formazione forense.

L’evento vedrà la presentazione di un saggio edito da Giuffrè Editore, arricchito da contributi di illustri giuristi; Simona Neri firma l’ultimo capitolo del volume incentrato proprio sulla mattanza spagnola. L’obiettivo dell’incontro, che rilascerà crediti formativi agli avvocati partecipanti, è scardinare l’ingiustizia di queste deroghe normative e promuovere una forte battaglia civile di sensibilizzazione, sintetizzata nella potente frase conclusiva del saggio: “Finché l’ultima corda non sarà recisa”.

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