In Team | Busatti – CNA Arezzo

Irene Innocentini

Esistono realtà capaci di attraversare i secoli mantenendo intatta la propria essenza, pur sapendo rinnovarsi con coraggio. Nella quarta puntata di “In Team”, il format di Teletruria realizzato in collaborazione con CNA Arezzo, siamo entrati nel mondo di Busatti, un nome che dal 1842 è sinonimo di eccellenza tessile artigiana.

L’amministratore Livio Sassolini ci ha guidato in un viaggio che parte dalle occupazioni napoleoniche per arrivare alle moderne sfide della sostenibilità sociale.

Le radici di Busatti affondano nel tardo Settecento, quando le truppe francesi installarono ad Anghiari i primi macchinari per la cardatura della lana. Al loro ritiro, la famiglia Busatti – allora proprietaria del palazzo e dedita alla panificazione – decise di riconvertire l’attività, diventando tessitori. Ancora oggi, parte della produzione avviene in quei luoghi storici, utilizzando procedure che conservano il sapere antico, pur essendosi evolute nel tempo.

Per Busatti, “fare squadra” non è solo un concetto operativo, ma un valore identitario. Nel 2023, l’azienda ha lanciato un progetto di welfare e coesione unico nel suo genere: la nascita della compagnia teatrale “Gli Scampoli di Busatti”.

Sotto la regia di Andrea Merendelli (noto per l’esperienza di Tovaglia a Quadri), i collaboratori dell’azienda si sono messi in gioco sul palco del Teatro di Anghiari. Questa iniziativa ha permesso di:

  • Rafforzare l’alchimia aziendale: Creare legami profondi che vanno oltre le gerarchie lavorative.
  • Crescita Personale: Sfidare i propri limiti recitando davanti a centinaia di persone, un’esperienza che molti dipendenti hanno definito emancipatrice.
  • Umanizzare il Lavoro: Trasformare il quotidiano in un racconto condiviso, dove l’errore sul palco diventa un aneddoto che unisce il team anche in ufficio o in produzione.

Busatti è oggi una Società Benefit e vanta la prestigiosa certificazione B Corp, un riconoscimento internazionale per le aziende che non puntano solo al profitto, ma generano un impatto sociale e ambientale positivo.

Sassolini ha raccontato con ironia la sfida di spiegare a un esaminatore di Kuala Lumpur cosa significhi essere un’azienda artigiana del 1842 che lavora su telai storici. La certificazione conferma la visione di Busatti come una “comunità” di persone che lavorano a chilometro zero, valorizzando le risorse del territorio e puntando sulla massima qualità della materia prima.

Nonostante le dimensioni contenute, Busatti è un attore globale: l’esportazione rappresenta circa il 95% del business, con una presenza fortissima negli Stati Uniti e nel Nord Europa. La strategia è chiara: non puntare al facile guadagno, ma vendere una “nicchia” che porta con sé la storia e la filosofia del territorio toscano. Il Made in Italy di Busatti non è solo un’etichetta, ma una promessa di serietà e durata nel tempo rivolta a un mercato maturo e consapevole.

La sfida per il futuro prossimo di Busatti è continuare a comunicare la propria specificità in un mercato sempre più competitivo. L’obiettivo è mantenere l’attenzione artigiana spiccata, investendo sulla qualità estrema per distinguersi dalla produzione di massa e continuare a essere un ambasciatore del territorio nel mondo.

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