Le malattie della pelle sono numerose e complesse, spaziando da inestetismi comuni a patologie sistemiche che richiedono un approccio multidisciplinare. Grazie al contributo del dottor Aldo Cuccia, direttore della Dermatologia dell’ospedale San Donato di Arezzo, è possibile fare chiarezza su alcuni dei temi più sentiti dai pazienti: il controllo dei nei, l’acne in età adulta e la natura della psoriasi.
I nei sono estremamente diffusi e, nella stragrande maggioranza dei casi, sono formazioni benigne. Tuttavia, imparare a monitorarli è fondamentale per la prevenzione del melanoma. Un metodo semplice ed efficace per l’autoesame è la regola dell’ABCDE:
- A come Asimmetria: una metà del neo è diversa dall’altra.
- B come Bordi: i contorni sono irregolari o frastagliati.
- C come Colore: la colorazione non è uniforme.
- D come Dimensioni: il neo tende ad aumentare di diametro.
- E come Evoluzione: è il segno più importante e indica qualsiasi cambiamento repentino di aspetto o forma.
Un altro campanello d’allarme è il cosiddetto “segno del brutto anatroccolo”, ovvero un neo che appare visibilmente diverso da tutti gli altri presenti sul corpo. Poiché il melanoma spesso sorge come una nuova lesione piuttosto che dalla trasformazione di un vecchio neo, è bene prestare attenzione a ogni nuova comparsa, specialmente dopo i 40 anni. Per chi ha molti nei (oltre 50-100), la mappatura digitale rappresenta un’indagine di secondo livello preziosa, mentre per la popolazione generale è spesso sufficiente un controllo dermatoscopico periodico.
L’acne non è un problema esclusivo dell’adolescenza; colpisce sempre più spesso le donne tra i 25 e i 40 anni. Le cause possono essere molteplici: squilibri ormonali, stress, genetica o l’uso di cosmetici non idonei. In genere si manifesta nella parte inferiore del volto, come mento e mandibola.
La buona notizia è che esistono cure efficaci e personalizzate. Il trattamento spesso combina terapie topiche (creme) con terapie sistemiche (compresse), come antibiotici o retinoidi. È importante sottolineare che, nei casi legati a fattori ormonali, la sola terapia ormonale potrebbe non bastare: per evitare recidive, il supporto del dermatologo è essenziale per integrare la cura con farmaci specifici.
Un errore comune è considerare la psoriasi solo come un problema cutaneo. Si tratta invece di una malattia infiammatoria sistemica. Sebbene si manifesti visibilmente sulla pelle, l’infiammazione può coinvolgere altri organi e apparati, portando a condizioni come l’artrite psoriasica (dolori articolari), malattie infiammatorie intestinali o problematiche cardiologiche.
Oggi la ricerca scientifica ha fatto passi da gigante, permettendo una gestione multidisciplinare del paziente. Fattori come lo stress o l’uso di certi farmaci possono scatenare le fasi acute, ma i moderni centri di riferimento offrono terapie avanzate in grado di migliorare drasticamente la qualità della vita.
