Un’emergenza che non conosce confini locali ma che quest’anno ha assunto dimensioni nazionali, mettendo a dura prova il sistema sanitario e le scorte di sangue in tutta Italia. Di questo e dell’importanza vitale della donazione si è discusso negli studi di Teletruria insieme a Rita Mezzetti Panozzi, vicepresidente nazionale Fratres, e Pietro Ganganelli, presidente provinciale Fratres Arezzo.
La stagione estiva appena trascorsa ha registrato una delle emergenze sangue più gravi degli ultimi anni, concentrata in modo particolare in regioni come Lazio, Campania e Sicilia. Diverse le concause che hanno portato a questa criticità: le ferie e la conseguente carenza di personale medico e infermieristico nei centri trasfusionali, le temperature record — l’estate 2026 è stata definita la più calda dal 1950, provocando cali di pressione e malesseri nei donatori — e la diffusione del virus West Nile, che ha richiesto controlli rigorosi sui donatori di rientro dalle zone a rischio. Per la prima volta, la tradizionale compensazione interregionale attraverso cui regioni come Toscana, Emilia Romagna e Veneto aiutavano i territori in difficoltà ha registrato forti rallentamenti, a causa di una generale diminuzione delle donazioni anche a livello locale.
Molti sottovalutano l’impatto reale della carenza di sangue sulla vita di tutti i giorni: nessun intervento chirurgico può iniziare se non c’è la sicurezza di una scorta di sangue adeguata, e quando le sacche scarseggiano le sale operatorie rischiano concretamente di bloccarsi. Accanto al sangue intero, un’altra grande criticità riguarda la carenza di plasma, materia prima fondamentale per la produzione di farmaci plasma-derivati salvavita per deficit immunitari e problemi di coagulazione, che l’Italia è spesso costretta a importare dagli Stati Uniti.
Donare il sangue non è solo un atto di straordinaria solidarietà, ma offre anche un vantaggio al donatore stesso grazie all’accurato screening medico preventivo effettuato prima di ogni prelievo, utile a tenere sotto controllo la propria salute. Possono diventare donatori tutti i cittadini in buona salute a partire dai 18 anni d’età. Per diffondere questa consapevolezza, la Fratres ha stipulato un accordo con il Ministero dell’Istruzione per portare la cultura del dono direttamente all’interno delle scuole. L’invito rivolto a tutti i cittadini è di fare la propria parte, recuperando le donazioni perse durante l’estate o avvicinandosi per la prima volta a questa importante realtà, consultando il sito ufficiale dell’associazione.
