Fondazione Cesalpino – malattie vascolari

Ludovica Franci

L’importanza della prevenzione e la diagnosi precoce sono le armi più efficaci per contrastare le malattie vascolari, patologie spesso silenziose ma dalle conseguenze potenzialmente devastanti. Attraverso un’analisi approfondita condotta dal Dottor Giorgio Ventoruzzo, stimato Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Vascolare dell’Ospedale San Donato di Arezzo, emerge chiaramente come la chirurgia vascolare moderna e uno stile di vita attento possano fare la differenza per la sopravvivenza del paziente. In collaborazione con la Fondazione Cesalpino, da sempre attiva nella ricerca e nel supporto ai pazienti, il Dottor Ventoruzzo ha messo in evidenza i rischi e i trattamenti di tre grandi minacce per il sistema circolatorio: l’aneurisma dell’aorta addominale, le patologie carotidee legate all’ictus e l’arteriopatia periferica degli arti inferiori.

L’aneurisma dell’aorta addominale rappresenta una vera e propria minaccia invisibile per la salute, che il Dottor Ventoruzzo definisce senza mezzi termini un killer silenzioso. Questa patologia si caratterizza per una dilatazione progressiva dell’arteria principale del corpo umano, localizzata generalmente al di sotto delle arterie renali. La pericolosità di questa condizione risiede nella sua totale assenza di sintomi evidenti nelle fasi iniziali. Senza un controllo preventivo, il vaso continua ad allargarsi fino a raggiungere il punto di rottura, un evento drammatico paragonabile allo scoppio di un palloncino, gravato da un altissimo tasso di mortalità. I soggetti più a rischio sono gli uomini sopra i sessantasei anni, i fumatori, le persone affette da ipertensione arteriosa e chi presenta una familiarità diretta. Per intercettare questa anomalia prima che sia troppo tardi, lo specialista consiglia uno screening mirato tramite una semplice e non invasiva ecografia addominale.

Un altro ambito cruciale in cui l’esperienza del Dottor Ventoruzzo e della chirurgia vascolare dell’Ospedale San Donato risulta salvavita è la prevenzione dell’ictus cerebrale ischemico. Gran parte di questi eventi neurologici devastanti è causata dalla presenza di placche aterosclerotiche che ostruiscono le arterie carotidi, ovvero i vasi del collo che portano il sangue al cervello. Quando l’ostruzione supera una soglia critica, frammenti di queste placche possono staccarsi e ostruire i vasi cerebrali più piccoli. Il Direttore sottolinea come l’ictus sia spesso preceduto da segnali d’allarme transitori, quali improvvise difficoltà nel linguaggio o deficit motori temporanei agli arti. Riconoscere questi sintomi e sottoporsi a un esame ecocolordoppler dei vasi del collo consente all’équipe medica di intervenire tempestivamente attraverso la rimozione chirurgica della placca o l’inserimento di uno stent carotideo, riducendo drasticamente il rischio di disabilità permanenti.

Il deterioramento dei vasi sanguigni non risparmia le estremità inferiori del corpo, manifestandosi attraverso l’arteriopatia periferica, una patologia che il Dottor Ventoruzzo definisce ormai di portata pandemica a causa dell’invecchiamento della popolazione e della diffusione del diabete. Nelle sue fasi iniziali, la malattia si manifesta con un dolore crampiforme al polpaccio o alla coscia che costringe la persona a fermarsi dopo aver percorso una breve distanza, una dinamica storicamente battezzata come la malattia delle vetrine. Se trascurata, l’arteriopatia evolve in una condizione di ischemia critica, caratterizzata da dolore persistente anche a riposo e dalla comparsa di ulcere cutanee. Questa fase avanzata presenta una mortalità a cinque anni paragonabile a quella di alcune forme tumorali aggressive, rendendo indispensabile un approccio terapeutico rapido gestito da professionisti specializzati, in grado di offrire trattamenti sartoriali e personalizzati che spaziano dalla chirurgia tradizionale alle innovative tecniche endovascolari mininvasive.

Tutte queste patologie vascolari condividono i medesimi fattori di rischio degenerativi e sono strettamente interconnesse tra loro. Il Dottor Ventoruzzo ricorda infatti che chi soffre di una di queste problematiche ha una probabilità molto elevata di presentare danni anche negli altri distretti arteriosi. La vera prevenzione comincia a tavola e attraverso le abitudini quotidiane. Una corretta alimentazione, il mantenimento di un peso corporeo idoneo, l’attività fisica e l’eliminazione radicale del fumo di sigaretta rappresentano i pilastri fondamentali raccomandati dagli esperti per mantenere le arterie giovani e in salute, contrastando efficacemente la sindrome metabolica e proteggendo l’intero sistema cardiocircolatorio.

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