In un recente approfondimento dedicato alla salute del tratto digerente, sono intervenuti due specialisti di primo piano dell’Ospedale San Donato di Arezzo: il Dott. Marco De Prizio, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale d’Urgenza, e la Dott.ssa Alessia Biancafarina, Chirurgo Generale e responsabile dell’ambulatorio della patologia funzionale del giunto esofago-gastrico.
I due esperti hanno fatto chiarezza su una condizione che colpisce una vastissima fetta della popolazione, distinguendo tra il comune reflusso e la presenza fisica di un’ernia.
Sebbene spesso correlate, le due condizioni non sono la stessa cosa:
- Malattia da Reflusso: Colpisce circa il 90% della popolazione. È spesso legata allo stress e a uno stile di vita frenetico. Si manifesta quando la valvola tra esofago e stomaco non tiene più, permettendo all’acido di risalire.
- Ernia Iatale: Interessa circa il 15% delle persone. In questo caso, una parte dello stomaco scivola fisicamente verso l’alto, occupando spazio nel torace.
Oltre alla classica acidità e al dolore dietro lo sterno, l’ernia iatale può causare sintomi “insospettabili” dovuti all’ingombro meccanico nel torace:
- Difficoltà respiratorie (Dispnea): Lo stomaco preme sui polmoni impedendone l’espansione.
- Tachicardia e Cardiopalmo: La pressione esercitata sulle camere cardiache può alterare il battito.
Il Dott. De Prizio sottolinea che, mentre la maggior parte dei casi si risolve con la terapia medica, un 10% dei pazienti necessita di un intervento risolutivo.
Oggi, grazie alla chirurgia robotica mini-invasiva, l’operazione viene eseguita tramite piccoli fori, evitando grandi incisioni e garantendo una ripresa rapidissima e risultati definitivi.
