I capelli sono a tutti gli effetti materia viva e un’appendice diretta della nostra pelle. Con l’arrivo dell’estate e del caldo, proprio come il corpo e il viso, anche la chioma entra in un periodo particolarmente delicato e ha bisogno di cure specifiche per non subire danni. Molte persone che già soffrono di problematiche legate alla capigliatura vivono con timore l’inizio della stagione balneare. Fattori ambientali tipici delle vacanze come la salsedine del mare, il cloro delle piscine, il vento e la sabbia possono infatti aggredire un capello già stressato o non in perfetta forma, finendo per peggiorare drasticamente la situazione o accentuare le patologie del cuoio capelluto. Per evitare queste conseguenze, è fondamentale proteggere la testa utilizzando prodotti specifici dotati di filtri solari protettivi, del tutto analoghi alle creme solari che si applicano sulla pelle.
L’adozione dei giusti rimedi estivi non può prescindere da una corretta e approfondita diagnosi medica, poiché spesso dietro a un capello considerato semplicemente brutto si nascondono vere e proprie patologie. La tricologia medica moderna si avvale di tappe ben precise per inquadrare la situazione del paziente.
Il primo passo consiste nell’eseguire uno screening ematologico tricologico mirato: non si tratta del comune esame del sangue di routine, ma di un prelievo volto a verificare i livelli di nutrienti essenziali, come il ferro e la vitamina D, e a escludere disfunzioni della tiroide, forme diabetiche o patologie autoimmuni che possono compromettere la salute e la lucentezza della chioma.
La seconda fase fondamentale è rappresentata dalla tricoscopia, un esame eseguito tramite una videocamera dermatoscopica appoggiata sul cuoio capelluto, lo stesso strumento impiegato per il controllo dei nei. Questa tecnologia permette di individuare la presenza di dermatiti e micro-squame che rischiano di fare da barriera, ostacolando il corretto assorbimento dei farmaci anticaduta, e consente di analizzare il diametro e lo spessore dei fusti. I pazienti con capelli molto fini e diradati provano spesso un forte disagio all’idea di bagnarsi la testa in pubblico, ma attraverso terapie tricologiche adeguate è possibile invertire questo processo, ridando spessore al capello e restituendo la libertà di viversi il mare in serenità.
Accanto agli esami visivi, lo specialista può ricorrere all’analisi al microscopio di un piccolo ciuffo di capelli per studiarne il bulbo, che rappresenta la vera e propria centrale operativa del capello. Lo studio del bulbo permette di capire con certezza se la chioma stia attraversando una fase di semplice stress o se sia necessaria una specifica terapia medica. Consultare un dermatologo tricologo consente inoltre di fare chiarezza e sfatare numerosi luoghi comuni che resistono nel tempo. Molte persone, ad esempio, evitano di lavare spesso la testa per paura di accentuare la perdita dei capelli, ignorando che i lavaggi frequenti (almeno due o tre volte a settimana) mantengono il cuoio capelluto pulito e pronto a ricevere i trattamenti e che i capelli destinati a cadere cadrebbero comunque. Allo stesso modo, è falso che le tinture vadano sempre evitate o che causino la caduta, poiché i prodotti moderni sono formulati per apportare idratazione e incrementare il volume del fusto. Infine, anche la convinzione che tagliare frequentemente i capelli serva a rinforzarli è priva di fondamento scientifico: il taglio influisce sull’estetica e sulla lunghezza, ma non interviene in alcun modo sulla robustezza o sulla salute della radice.
