Alto Tevere: Un Territorio in Attesa tra Binari Interrotti e Strade Incompiute

Irene Innocentini

L’Alto Tevere, un’area produttiva vivace e dinamica situata al confine tra Toscana e Umbria, continua a lottare contro un isolamento infrastrutturale che ne frena lo sviluppo. Nella recente puntata di “Alti e Bassi”, ex amministratori e tecnici si sono confrontati sulle grandi opere rimaste sulla carta o a metà: la ferrovia ex FCU e la superstrada E78 “Due Mari”.

Il primo blocco della trasmissione ha visto protagonisti Ivano del Furia (ex sindaco di Sansepolcro) e Adolfo Orsini (ex sindaco di Città di Castello). Il tema centrale è stato il ripristino e il potenziamento della linea ferroviaria.

Modernizzazione: Sono già stati stanziati circa 55 milioni di euro per la messa in sicurezza del tratto Città di Castello-Sansepolcro, con l’obiettivo di riattivare la linea entro il 2026.

Lo Sfondamento verso Arezzo: La vera sfida per uscire dall’isolamento è il collegamento ferroviario diretto con Arezzo, che permetterebbe all’Alto Tevere di agganciarsi all’Alta Velocità (stazione di Rigutino) e di collegarsi meglio con l’aeroporto dell’Umbria. Secondo gli ospiti, non è un problema geografico ma di volontà politica: il progetto esiste da decenni e il costo, stimato in circa 400 milioni, sarebbe sostenibile se inserito in una visione strategica nazionale.

E78 “Due Mari”

Nella seconda parte, Fausto del Bene (ex sindaco di San Giustino), Claudio Serini (ex sindaco di Citerna) e l’ingegnere Carlo Fiordelli (ex assessore di Monterchi) hanno analizzato lo stato della superstrada E78.

  • La Galleria della Guinza: Un simbolo delle incompiute. Nonostante i lavori recenti, il rischio è quello di avere una galleria a canna unica (a doppio senso di marcia) che sfocia in una viabilità ordinaria inadeguata, creando una pericolosa strozzatura tra Umbria e Marche.
  • I finanziamenti “spariti”: Gli ospiti hanno denunciato con forza come le risorse un tempo destinate alla E78 sembrino oggi dirottate verso altre grandi opere nazionali, come il Ponte sullo Stretto. L’opera, che un tempo era la priorità dell’ANAS, sembra essere scivolata in fondo all’agenda politica.
  • L’appello alla Politica: Nonostante il “disgelo” nei rapporti tra le regioni Toscana e Umbria, manca ancora una spinta decisiva da parte dei parlamentari locali. L’Alto Tevere rischia di rimanere un “territorio di confine” emarginato se non si trasforma il consenso tecnico (i tracciati sono ormai definiti) in cantieri reali.

L’Alto Tevere possiede eccellenze industriali e tesori culturali immensi (da Piero della Francesca ad Alberto Burri), ma senza collegamenti moderni questa “valle dei fari” rischia di restare in ombra. La soluzione risiede nel superare i campanilismi e nel pretendere che le infrastrutture tornino a essere una priorità assoluta per i governi regionale e nazionale.

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