In un’epoca di grandi trasformazioni e crisi ambientali, il rapporto tra l’essere umano e il mondo animale richiede una riflessione profonda che vada oltre la semplice empatia. È questo il cuore di “Solo Amore”, l’ultima fatica letteraria di Andrea Scanzi presentata all’evento “Scrittori in Circolo”. Il libro non è solo una raccolta di appunti, ma un vero e proprio manifesto che invita a riconsiderare il nostro legame con le altre specie viventi.
Secondo Scanzi, il nostro attuale rapporto con gli animali oscilla tra due estremi dannosi: da un lato l’umanizzazione eccessiva (trattarli come bambini), dall’altro la reificazione totale, trasformandoli in meri oggetti per l’alimentazione o l’abbigliamento.
Il giornalista sottolinea come la crescita della popolazione mondiale abbia portato alla creazione di veri e propri “lager”, ovvero gli allevamenti intensivi, dove la vita animale viene annullata in nome del profitto. La proposta di Scanzi non è un obbligo morale al vegetarianismo, ma un invito alla consapevolezza. Citando grandi pensatori come San Francesco, Tolstoj e Giordano Bruno, l’autore suggerisce che non debba essere l’empatia (facile verso un cucciolo, difficile verso un ragno) a regolare i nostri comportamenti, bensì la ragione e il riconoscimento del diritto intrinseco di ogni essere vivente di stare al mondo.
