Per Toscana a sinistra l’emergenza covid mette a rischio l’interruzione volontaria di gravidanza

L’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza potrebbe essere messo gravemente a rischio dall’emergenza Covid-19. In questa fase la Regione Toscana deve implementare la procedura farmacologica semplificando il percorso, concentrando la somministrazione e portandola a livello territoriale, per limitare gli accessi ospedalieri e i conseguenti rischi di contagio”. È quanto hanno affermato i consiglieri regionali di Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, unendosi all’appello rivolto al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi del collettivo Libere Tutte. “L’interruzione volontaria di gravidanza è un servizio essenziale e per sua stessa natura è indifferibile. Benché quindi i servizi territoriali per la certificazione non siano stati sospesi, di fatto l’accessibilità si è ridotta. Alcune strutture avevano già sospeso l’attività per l’IVG per problemi di personale, ad esempio a Borgo San Lorenzo. Oggi si aggiunge il problema della riconversione di alcuni reparti per l’emergenza coronavirus (ad esempio all’ospedale Palagi di Firenze) che ha determinato lo spostamento dei servizi per la 194 in zone disagiate, non facilmente raggiungibili, come Sovigliana”, hanno spiegato Fattori e Sarti, secondo i quali “se l’emergenza sanitaria metterà in difficoltà l’applicazione della legge 194, ricominceranno gli aborti clandestini, con tutti i pericoli che ciò comporterebbe per la salute della donna”.
Allo stesso tempo l’appello di Libere Tutte – sostenuto anche dall’associazione Firenze Città Aperta – chiede che siano allungati fino a nove settimane di gestazione i tempi dell’aborto con la Ru486 per aumentare il numero delle donne che possano accedere a questa metodica come previsto dall’Agenzia Europea del Farmaco e che sia possibile procedere simultaneamente alla somministrazione del primo farmaco (Mifepristone) e alla consegna del secondo farmaco da assumere presso il proprio domicilio (Prostaglandine) riducendo gli accessi alla struttura sanitaria.

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