La Chiesetta di San Francesco della Pace di Gubbio è stata lo scenario perfetto per lo spettacolo “Cantata spiritualis in memoriam lupi”, una sorta di veglia funebre in chiave blues dedicata al celebre Lupo ammansito da S. Francesco.
Si tratta dell’ultimo spettacolo di “Creature senza confine”, l’anteprima dedicata a S. Francesco nell’ottocentenario della sua morte che ha aperto il festival jazz Gubbio No Borders.
La chiesetta, detta “dei Muratori”, è il luogo in cui la tradizione colloca le spoglie del lupo: uno spazio carico di significato, nel cuore del centro storico, dove passato e presente entrano in dialogo. La creatura francescana ha dimostrato attraverso i secoli di non conoscere confini, con un’iconografia e un immaginario che sono giunti anche molto lontano.
La drammaturgia dello spettacolo ha infatti intrecciato le letture dal Fioretto XXI con letture tratte da un autore nicaraguense, che ha narrato le vicende del Poverello di Assisi.
Il festival jazz vero e proprio entra poi nel vivo ad agosto, con il trombettista Fabrizio Bosso e il suo Spiritual Trio, mentre il concerto conclusivo sarà l’omaggio di Peppe Servillo a Lucio Dalla. Non mancheranno concerti itineranti per le vie della città e masterclass curate da grandi nomi della musica, come il celebre trombonista Massimo Morganti.
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