Tre giorni importanti quelli vissuti a Gubbio per celebrare il Patrono Ubaldo con la Festa dei Ceri che si svolge dal 1160 alla vigilia della sua morte e le numerose iniziative religiose che si svolgono il 16 maggio iniziate anche quest’anno dalla Santa Messa presso la Cattedrale officiata dal Vescovo Luciano Paolucci Bedini alla presenza di molti fedeli, autorità e rappresentanti istituzionali di tanti territori dell’Altotevere e dell’ Alto Chiascio. All’indomani dalle celebrazioni ubaldiane si è svolta la fiera dedicata al Patrono tra le vie del centro storico con la Diocesi eugubina che ha voluto rendere possibile un collegamento anche con San Francesco, arrivato a Gubbio dopo il Patrono, forse proprio attratto dalle orme e dalla gesta del Santo Vescovo, morto meno di mezzo secolo prima del suo arrivo.
Nell’anno in cui ricorrono gli ottocento anni dalla morte del Poverello di Assisi, il primo canale nazionale, ha così trasmesso la messa della domenica mattina in diretta dalla Chiesa di San Francesco di Piazza 40 Martiri. Un modo questo anche per ricordare i valori che più di tutti legano i due Santi: la mitezza e la riconciliazione. “Ubaldo – ha ricordato il Vescovo Bedini durante l’omelia – si è fatto difensore del suo Popolo, non cercando mai lo scontro con chi si opponeva. La sua mitezza non è debolezza passività o mancanza di coraggio – ha sottolineato – ma è invece una virtù attiva, una disposizione d’animo paziente e delicata, capace di dominare sé stessi e di non lasciarsi coinvolgere dal male e dalla cattiveria incontrati. Siamo continuamente tentati al male, al giudizio, all’esclusione e alla contrapposizione – ha continuato il Vescovo Bedini – ma l’unica nostra salvezza è affidarci alla forza che Gesù ha dato a tutti i suoi discepoli. Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze, con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri e perdonatevi a vicenda. Se restiamo dalla parte della mitezza – ha concluso – sarà Dio stesso a difenderci dalle manifestazioni del male.” Un invito dunque quello rivolto da Monsignor Bedini ai fedeli a scegliere sempre la via della mitezza e del rispetto, dell’ascolto e della comprensione, della concordia e del dialogo.
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