San Severo, Germania condannata a risarcire eredi

Simona Santi Laurini

Il tribunale di Firenze ha riconosciuto la responsabilità delle forze armate del Terzo Reich per l’eccidio nazista di San Severo, avvenuto sulle pendici dell’Alpe di Poti il 14 luglio 1944, condannando la Repubblica Federale di Germania al risarcimento dei danni in favore dei familiari e degli eredi di tre dei 17 civili rastrellati e fucilati dalle truppe tedesche con l’accusa di sostenere i partigiani aretini: Silvestro Lanzi, Angiolo Severi ed Ernesto Fragai.

     La sentenza, ottenuta nell’ambito dell’azione promossa dagli avvocati Vittorio Martinelli, Sabrina Candi e Simona Bianchi, qualifica i fatti espressamente come crimine di guerra e contro l’umanità. Il giudice ha riconosciuto il cosiddetto “danno catastrofale”, relativo alla sofferenza della vittima consapevole dell’imminente esecuzione, liquidandolo in via equitativa sulla base della ricostruzione storica degli eventi. Sul piano giuridico, il tribunale ha stabilito che, nella fase di accertamento della responsabilità e del danno, l’unico soggetto responsabile resta la Germania, mentre il Fondo ristori istituito presso il Ministero dell’Economia interviene esclusivamente nella fase esecutiva.

     Si tratta di una delle pagine più dolorose di quell’epoca. da tempo, peraltro, si parla di realizzare un museo della Resistenza dedicato alla memoria delle vittime.

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