Pecorelli dal carcere lancia sciopero della fame

Simona Santi Laurini
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Dal carcere di Tirana, dove è detenuto dallo scorso maggio, Davide Pecorelli lancia un grido d’aiuto e lo sciopero della fame per le condizioni in cui è costretto a vivere. Ricordiamo che la prossima udienza del processo è fissata al 18 settembre.

Da due mesi, è stato estradato ed è tornato in carcere a Tirana, in Albania. Ed oggi, Davide Pecorelli prende carta e penna e scrive al giudice della corte d’appello, perché ancora non sono state depositate le motivazioni del suo arresto. “Di fatto, così mi viene negato il diritto di appellarmi” scrive di suo pugno in questa lettera che siamo in grado di mostrare in esclusiva. Pecorelli lamenta anche le condizioni della sua detenzione: “vivo in una camera di 16 metri quadrati con 8 persone, si legge nella lettera scritta a mano, e ancora topi in bagno e senza acqua corrente. In virtù di tutto ciò, l’imprenditore umbro, detenuto per aver simulato la sua morte, annuncia anche il suo sciopero della fame, proprio a decorrere da questo mercoledì 16 luglio e finché non verranno depositate le motivazioni dell’arresto.

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