Nuovo sviluppo nell’inchiesta Sogepu. Nel corso dell’udienza preliminare di oggi, la Procura della Repubblica di Perugia, guidata da Raffaele Cantone, ha modificato il capo d’imputazione nei confronti di Cristian Goracci, ex amministratore della società pubblica, e Antonio Granieri, titolare della Ece S.r.l., socia privata della “mista” Sogeco. Le accuse restano di corruzione e fatture false, ma con una forma aggravata: si parla ora di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, con un presunto danno per Sogepu e un vantaggio indebito per il socio privato. Secondo la Procura, Goracci avrebbe agevolato Ece nella partecipazione al bando da 315 milioni di euro per la gestione dei rifiuti in 14 comuni umbri. Tra gli episodi contestati, un accordo quadro del 2021 con guadagni illeciti per oltre 2 milioni di euro, la liberatoria del 2022 che avrebbe fatto perdere a Sogepu oltre 13 milioni, e un affidamento diretto dei monitoraggi ambientali a una società legata a Granieri, in violazione delle procedure pubbliche. Le presunte irregolarità si sarebbero protratte per dieci anni, dal 2015 al 2025, in un sistema definito dagli inquirenti “corruttivo e continuativo”. I difensori degli imputati hanno chiesto tempo per esaminare la nuova documentazione. L’udienza è stata rinviata al 10 dicembre. Mentre Sogepu e i Comuni di Città di Castello, Citerna e San Giustino, oltre a due associazioni, hanno confermato la costituzione di parte civile. Un nuovo capitolo, dunque, in un’inchiesta che continua a scuotere l’Alta Umbria.
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