Un territorio che non solo produce, ma trattiene valore e lo trasforma in sviluppo. San Giustino si conferma locomotiva economica dell’Umbria secondo l’analisi della Camera di Commercio dell’Umbria che ha esaminato i bilanci 2024 delle società di capitali nei Comuni sopra i 10mila abitanti: con una capacità delle imprese di trasformare i ricavi in valore vicino al 20%, doppio rispetto alla media regionale dell’8%. A San Giustino le imprese dimostrano una forte capacità di generare risorse per investimenti, innovazione e occupazione. “Non è un traguardo casuale, ma il frutto della tenacia degli imprenditori e della dedizione dei lavoratori”, sottolinea il sindaco Stefano Veschi. “Margini così elevati significano più stabilità, occupazione e competitività”. Un modello riconosciuto anche da Confindustria Umbria. Il presidente della sezione Altotevere Claudio Bigi invita però a leggere il dato oltre la classifica: “San Giustino dimostra che le imprese umbre possono competere ad alti livelli. Ora la sfida è estendere queste condizioni a tutto il territorio”. Subito dietro Gubbio, al 16,1%, tra i territori più dinamici e solidi del panorama regionale. Scendendo verso la fascia intermedia troviamo Umbertide, con un Ebitda margin del 9,2%: un dato vicino alla soglia del 10%, che indica un sistema produttivo attivo ma con margini ancora da rafforzare per sostenere crescita e investimenti. Più indietro, invece, si collocano realtà come Città di Castello, ferma al 4,1%, e Gualdo Tadino, che chiude la graduatoria con un 2,1%. Qui il tessuto produttivo continua a lavorare e produrre, ma con margini più compressi e minore capacità di affrontare le sfide future.
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