Tarquini rilancia sulle infreastrutture

Luigi Alberti
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Le infrastrutture sono diventate il suo cavallo di battaglia. Alessandro Tarquini ha lo spirito innato della competizione ereditato da quando era una valente ala-guardia nel basket. In principio furono i ritardi per le bretelle della E78 e nella fattispecie non mancarono strali contro le incertezze del comune, poi gli stop end go sulla querelle dell’alta velocità. In settimana ha fatto sentire la sua voce sulla delicata e incresciosa situazione del tratto valdarnese della A1, diventato un segmento minato e pericoloso. Anzi, in una nota Tarquini ha assicurato che entro l’estate sarà presentato, nella versione esecutiva per l’appalto, il progetto per la realizzazione della terza corsia autostradale tra Incisa Reggello e Valdarno. “opera, per Confindustria, fondamentale soprattutto in termini di sicurezza, che non servirà da sola a risolvere i problemi della mobilità nella provincia di Arezzo, tanto più che a Sud del casello Valdarno il progetto è fermo dal 1988. Non poteva mancare anche il riferimento al gap per i treni dove la situazione è davanti a tutti. Ultima annotazione, che varia sul tema scelto: il declassamento della dogana di Arezzo. Che ricadute potrà avere in un distretto che fa dell’export la sua forza?

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