Un nuovo progetto per formare gli operatori socio sanitari di tre strutture: la Fondazione Creusa Brizi Bittoni di Città della Pieve, capofila del progetto, la Casa di Riposo Mosca di Gubbio e quella greca di Aktios, la più importante struttura di assistenza agli anziani della Grecia. E’ stato presentato a Gubbio “Sto bene con te” con la formazione che inizierà dopo l’estate. Il percorso nasce grazie all’atelier di euro progettazione di Fondazione Perugia, con cui si è iniziato a lavorare partendo con un laboratorio e dei focus group a contatto con gli e gli OSS delle strutture, così da comprendere le reali esigenze. Alla base la volontà di unire al percorso di cura non solo le prestazioni sanitarie ma anche il rapporto di relazione aumentando ascolto, relazione ed empatia. I dieci incontri da 5h ciascuno prenderanno avvio dopo l’estate e coinvolgeranno circa sessanta operatori e si svolgeranno sia nella struttura di Gubbio sia in quella di Città della Pieve con i greci collegati da remoto. L’obiettivo è anche quello di creare e promuovere buone pratiche, formando e aggiornando gli operatori socio-sanitari ma anche divulgando il progetto formativo sul territorio nazionale. “Un progetto importante – ha detto il consulente e docente in management sanitario Aviano Rossi – non solo perché consente di integrare la formazione di base della figura dell’operatore socio sanitario che ormai ha più vent’anni di storia ma anche perché potrebbe aprire la strada per una specializzazione specifica in queste realtà dove l’OSS non è solo una persona che assiste ma una famiglia e un interlocutore quotidiano. Sono dunque necessari anche contenuti tecnici da unire al buon senso.” Il percorso vuole garantire il benessere sia nel rapporto paziente-operatore ma anche per chi lavora. “Si è consolidata l’idea di promuovere qualcosa che servisse da nutrimento per la formazione dei nostri operatori – ha detto il Presidente della Fondazione Creusa Brizi Bittoni di Città della Pieve, Vincenzo Cappannini, perché se da un lato è aumentata la conoscenza degli operatori, dall’altro è importante allo stesso modo acquisire una consapevolezza nel lavoro di cura con gli anziani non autosufficienti.” “L’impegno – ha aggiunto la Direttrice della Casa di Riposo Mosca, Laura Marinelli – è anche quello di relazionarsi con la Regione per impegnarsi a far riconoscere queste competenze come unità di formazioni ulteriori.”
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