Più ferro, meno gomma: l’appello di Confindustria

Simona Santi Laurini
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“Più ferro e meno gomma per la mobilità tra Arezzo e Firenze”. Confindustria interviene sulle criticità dei trasporti. Partendo dall’ultimo incidente mortale di giovedì 30 maggio in A1, con code che hanno raggiunto i dieci km, Alessandro Tarquini, Responsabile Confindustria Toscana Sud Delegazione di Arezzo pone l’accento sul diritto ad una mobilità di persone e merci efficace e sicura, conditio sine qua non per lo sviluppo economico e sociale di un territorio.

“Fino al casello Valdarno – ricorda Tarquini – è prevista la costruzione della terza corsia. I lavori, dovrebbero partire nel 2025, un’opera fondamentale soprattutto in termini di sicurezza, ma non sarà la terza corsia a risolvere i problemi della mobilità nell’aretino.  Dobbiamo aver presente – prosegue – che il sistema del trasporto pubblico locale, su gomma e su ferro, è inadeguato ai bisogni del territorio.

Tarquini non si limita ad analizzare le criticità su gomma, ben consapevole che i ritardi dei treni, spesso anche di ore, sul tratto Chiusi-Arezzo-Valdarno-Firenze, sono cronaca quotidiana, con disagi ai pendolari e pesanti ripercussioni sulle attività di enti pubblici e aziende private. All’origine, sostiene Confindustria, le crescenti interferenze con l’Alta Velocità e l’obsolescenza del materiale rotabile. In sintesi, la richiesta degli industriali è quella di potenziare il servizio pubblico regionale e il trasporto merci su ferro. Nessun accenno viene fatto su Medioetruria, un segnale che sembra piuttosto chiaro.  

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