Il comune di Cortona dice no al volto coperto per chiunque entri negli uffici pubblici, fatta eccezione per motivi sanitari o di servizio. La novità è stata introdotta da una direttiva approvata dalla Giunta con la delibera 592 del 31 agosto 2026. L’atto è stato chiesto dal sindaco Meoni per evitare che all’interno degli uffici possano entrare e permanere persone che non possono essere identificate. Il passaggio chiave è questo: «Chiunque acceda o permanga all’interno degli immobili destinati a uffici pubblici di proprietà del Comune di Cortona deve mantenere il volto riconoscibile». No dunque nel dettaglio a caschi protettivi, passamontagna, maschere, indumenti, copricapo o qualsiasi altro mezzo od oggetto indossato o utilizzato con modalità tali da impedire o rendere oggettivamente difficoltoso il riconoscimento del volto». L’atto precisa anche che la decisione «ha carattere generale e neutrale e non è riferita a specifiche tipologie di abbigliamento né a particolari convinzioni religiose, culturali o personali». Meoni ne fa una questione di sicurezza e si appella alla Legge 152 del 1975, norma nazionale, incassando il plauso di Cristiano Romani, fedelissimo del generale Vannacci e di Futuro Nazionale, che torna a criticare il sindaco aretino Comanducci per aver incontrato le comunità straniere all’inizio del mandato. Infine Meoni – come si legge nel suo profilo social – si impegna anche a chiedere altri interventi per evitare situazioni di degrado e di insicurezza dettate da soggetti giovani e non solo che portano avanti danneggiamenti alle strutture, atteggiamenti discutibili e problemi di ordine pubblico.
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