E’ arrivato in elicottero a Montefalco Papa Leone XIV che celebrerà la messa nel monastero delle monache agostiniane per poi pranzare con loro e quindi tornare in Vaticano. Ad accoglierlo il sindaco e il vicesindaco, Alfredo Gentili e Daniele Morici. Il Papa ha quindi raggiunto il monastero dove c’erano ad attenderlo anche i bambini e le bambine della scuole. Ma prima di Montefalco ha fatto visita ad Assisi, in vista delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco, il Papa ha dunque esortato i frati del Sacro Convento di Assisi “a continuare ad essere segni viventi dei valori di speranza, pace e fraternità di cui il mondo ha tanto bisogno, portando nel mondo un messaggio di riconciliazione”. Ha fatto così visita in forma privata alla Tomba del Poverello. Per la Comunità, la visita del Pontefice “rappresenta un forte incoraggiamento per l’intera famiglia francescana e per tutti i fedeli a riscoprire la figura di san Francesco come guida per costruire ponti di dialogo e per seminare pace in un’umanità bisognosa di luce”. Il Papa infine ha dichiarato ai frati della Porziuncola di essere pronto a tornare ad Assisi nel 2026, proprio per l’anniversario dell’ottavo centenario. Fra Luca Di Pasquale, presente con il Papa nella basilica di Santa Maria degli Angeli, riferisce: “Ci ha salutato uno ad uno, ci ha colpito l’attenzione che ha riservato a ciascuno di noi. Ci ha anche confidato che veniva spesso ad Assisi per trovare pace e che oggi era contento di essere tornato vestito di bianco”. “Sono contento di questa mia prima sosta, seppur brevissima, ad Assisi – ha esordito lo stesso Papa Leone nel suo discorso ai vescovi italiani – luogo altamente significativo per il messaggio di fede, fraternità e pace che trasmette, di cui il mondo ha urgente bisogno. Viviamo un tempo segnato da fratture – ha proseguito – nei contesti nazionali e internazionali: si diffondono spesso messaggi e linguaggi intonati a ostilità e violenza; la corsa all’efficienza lascia indietro i più fragili; l’onnipotenza tecnologica comprime la libertà; la solitudine consuma la speranza, mentre numerose incertezze pesano come incognite sul nostro futuro. Eppure, la Parola e lo Spirito ci esortano ancora ad essere artigiani di amicizia, di fraternità, di relazioni autentiche nelle nostre comunità, dove, senza reticenze e timori, dobbiamo ascoltare e armonizzare le tensioni, sviluppando una cultura dell’incontro e diventando, così, profezia di pace per il mondo.” Infine Leone ha dichiarato di aver pregato per la Pace sulla tomba di Francesco: “siamo in Umbria, terra di tanti Santi. La dimensione spirituale credo sia importante. Bisogna sempre cercare questi momenti” ha detto.
(Fonte ANSA)
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