Giornate di fuoco e profonda preoccupazione nel cuore verde dell’Umbria. Il Parco Regionale del Monte Cucco brucia ancora: dopo il rogo di Scheggia alla fine dello scorso mese di giugno e quello di venerdì scorso, altri due vasti incendi sono divampati nella giornata di ieri, 14 luglio, minacciando l’integrità di un’area protetta dal valore inestimabile.
Le fiamme sono partite quasi simultaneamente in due zone particolarmente impervie, sopra i comuni di Costacciaro e di Scheggia e Pascelupo. La dinamica è allo studio delle forze dell’ordine ma la contemporaneità degli eventi e il fatto che entrambi i roghi siano nati ai margini della stessa strada, ha alimentato sempre di più il sospetto di un’origine dolosa, data oggi praticamente per certa dai sindaci dei due comuni che da ieri seguono sul posto gli sviluppi.
Sul posto è scattata immediatamente una complessa macchina dei soccorsi coordinata dai Vigili del Fuoco, con le squadre di Gubbio e Gaifana supportate dall’Agenzia Forestale Regionale e dai Carabinieri Forestali, che indagano per individuare i punti d’innesco e l’eventuale dolo attraverso il cosiddetto “metodo delle evidenze fisiche”.
Fondamentale l’intervento dal cielo: ieri un elicottero giunto da Bologna ha operato nelle zone inaccessibili e intorno alle 20:30 si era unito alle operazioni anche un Canadair, impegnato in lanci mirati con acqua prelevata dal lago di Cingoli.
Il vento e la complessità del terreno non avevano consentito di domare il fuoco e le squadre hanno presidiato l’area per tutta la notte per contenere le fiamme, in attesa del ritorno dei mezzi aerei che hanno ripreso l’attività questa mattina.
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