Salari bassi, giovani in fuga e una popolazione che invecchia rapidamente: è il ritratto di un territorio in forte sofferenza economica e sociale tracciato da CGIL, CISL e UIL, che denunciano a Gubbio un quadro di precarietà lavorativa, abitativa e gravi carenze rispetto ai servizi.
A Gubbio il 31% dei nuclei familiari è ormai composto da una sola persona anziana, le RSA sono in difficoltà e il rischio di isolamento sociale per le fasce di età più alte della popolazione è altissimo.
Le difficoltà non mancano neanche per i più giovani, che non trovano case in affitto, non lavorano oppure percepiscono salari inadeguati.
Non va meglio sul fronte sanitario. I sindacati segnalano un progressivo svuotamento dei servizi territoriali e temono per il depotenziamento dell’Ospedale di Branca, che è già in sofferenza con liste d’attesa molto lunghe.
Nel mirino finisce anche la gestione economica del Comune: le tariffe aumentano, a partire dalle mense scolastiche, nonostante gli impegni presi per calibrarle sui bisogni delle famiglie.
Ma a pesare di più è il muro di silenzio istituzionale. “Siamo in attesa di essere ricevuti da aprile”, denunciano i rappresentanti dei lavoratori.
I sindacati definiscono la delega al sociale in mano al sindaco Vittorio Fiorucci non adeguata alle sfide attuali. Lo scorso marzo, infatti, le dimissioni dell’assessora Lucia Rughi avevano portato alla necessità di un riassetto di Giunta, con il sindaco che ha trattenuto per sé le deleghe all’istruzione e ai servizi sociali.
La richiesta dei sindacati è unanime: il confronto è un elemento cruciale e deve essere costante, così come serve un indirizzo politico chiaro per evitare che il declino della città diventi strutturale.
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