70 persone in attesa, 70 famiglie che hanno iniziato il 2026 senza speranze per il futuro. Sono i dipendenti Amom, appesi all’esito dell’incontro previsto mercoledì 14 gennaio alle 11 a Firenze, in regione. Il 30 dicembre scorso con una videochiamata dalla svizzera sono stati informati che l’azienda ha avviato la procedura di licenziamento. La Fiom Cgil ha avuto un ulteriore confronto mercoledì scorso chiedendo di intraprendere una strada differente che includa gli ammortizzatori sociali. Ma l’azienda sembra irremovibile. Il segretario regionale pd nonchè parlamentare emiliano fossi ha annunciato un’interrogazione al governo, per chiedere verifiche immediate sulla legittimità delle procedure e l’attivazione di un tavolo nazionale di crisi: “serve tutelare occupazione e reddito e impedire che scelte di questo impatto sociale vengano scaricate sui lavoratori senza confronto – ha asserito – La dignità del lavoro non è una variabile dipendente dai bilanci aziendali“. Anche il sindaco di Civitella Andrea Tavarnesi è insorto alla notizia, così come si sono attivati l’assessore regionale filippo boni e la consigliera Roberta Casini.
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