La pratica burocratica è stata avviata da Confindustria: stiamo parlando del licenziamento collettivo dei 70 dipendenti della Amom, azienda di badia al Pino della multinazionale Oerlikon-Riri che il 30 dicembre – come riferisce la CGIL – ha organizzato una riunione da remoto con i dipendenti, comunicando loro la cessazione dell’attività e il licenziamento per tutti.
“La Oerlikon-Riri evidentemente non ama la Toscana – commenta Gianni Rialti, dirigente Fiom Cgil che ricorda che un anno e mezzo fa era stata la volta della FCM di Campi Bisenzio. – E’ inaccettabile il comportamento dell’azienda, prosegue. Non è possibile che una multinazionale si permetta di chiudere dalla mattina alla sera un sito produttivo e tagliare posti di lavoro. Non si può scaricare sulla pelle degli operai il prezzo di scelte industriali e finanziarie sbagliate”.
L’azienda che ha sede a Mendrisio, in Svizzera, “Al tavolo di salvaguardia attivato in Regione – ricorda Rialti – ha rifiutato ogni proposta per salvaguardare l’occupazione. I lavoratori avevano fatto sacrifici, ricordo il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali. Ma si è deciso di far prevalere solo i propri interessi e le proprie logiche di profitto, gettando nella disperazione 70 famiglie”. così si legge in una nota.
Dopo l’intervento del sindaco di Civitella Andrea Tavarnesi, anche la Fiom Cgil ha chiesto il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo e la riapertura del tavolo.
