Carceri: Fanfani, una mattanza indegna

Simona Santi Laurini
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“Una vera e propria mattanza, indegna di un Paese civile”. Così il Garante dei diritti dei detenuti della Toscana, l’aretino Giuseppe Fanfani, interviene duramente dopo gli ultimi, tragici eventi che hanno colpito gli istituti penitenziari della regione, delineando un quadro drammatico di emergenza e abbandono. “Nel giro di pochi giorni, la cronaca registra altri due decessi evitabili. La settimana scorsa, a Sollicciano, è morto un uomo anziano, già gravemente debilitato da un precedente ictus e costretto a vivere in condizioni di salute precarie, aggravate dal caldo torrido di questi giorni. E ancora, nella struttura di Prato, un ragazzo di soli 26 anni è deceduto, dalle prime ricostruzioni, a causa di un arresto cardiaco durante il sonno” riporta il garante che prosegue: “Siamo di fronte ad una deriva inaccettabile” “Questa striscia di morti è il frutto avvelenato di una concezione del carcere inteso unicamente come luogo di segregazione, di pura punizione e di totale abbandono, una realtà che si trova ad anni luce di distanza dal dettato dall’articolo 27 della nostra Costituzione”. Fanfani richiama con forza le responsabilità delle Istituzioni.

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