Nessun “fiocco Covid” all’ospedale San Donato

San Donato, si nasce in sicurezza. Il Covid è rimasto fuori da ginecologia e ostetricia. Nessun caso tra mamme e neonati. Non solo: ogni madre è stata seguita per tutta la gravidanza senza alcuna interruzione. Parti sicuri e più numerosi: il primo trimestre 2020 ha registrato 351 nascite contro le 303 dello stesso periodo 2019.
“Siamo rimasti nel nostro reparto in ospedale ma abbiamo rivoluzionato il modo di lavorare. Con un obiettivo: garantire la massima sicurezza a mamme, figli, operatori sanitari e, perché no, anche ai padri – ricorda Ciro Sommella, Direttore dell’unità operativa. In primo luogo l’accesso: ogni futura mamma si è sottoposta al tampone alla 39esima settimana. Quindi avevamo e abbiamo la certezza che quando entrava o entra in ospedale è “negativa” al Covid. Abbiamo comunque allestito un’area, che fortunatamente è rimasta inutilizzata, per le future mamme eventualmente positive o sospettate di esserlo. Quindi il nostro reparto è stato rigidamente “tagliato” in due: aree separate, accessi diversi, percorsi diversi e personale diverso. E questo per avere la certezza che la donna entrasse e uscisse negativa. E con lei la bambina o il bambino”.
Nonostante l’emergenza Covid, il padre non è stato tenuto fuori ma ha fatto comunque il suo ingresso in sala parto ovviamente se non presentava segni di infezione da COVID. L’unica diversità rispetto alla “tradizione” è stata la brevità delle visite. L’Unità operativa si è organizzata per fronteggiare possibili problemi. “In rianimazione è pronta un’area per eventuali neonati positivi e – ricorda Sommella – abbiamo ridotto in questo periodo la fase di degenza post partum passando, quando ovviamente possibile, da 72 a 48 ore”.
Se l’attività al momento del parto ha subìto variazioni, sono invece state garantite le tradizionali prestazioni durante la gravidanza, da quella consultoriale, grazie al lavoro delle ostetriche, a quello ospedaliero. Quindi verifica dello stato di gravidanza, consegna del libretto che “accompagna” la futura mamma in tutti gli esami e le analisi di cui avrà bisogno senza prendere ogni volta appuntamento e i corsi di preparazione al parto sono stati garantiti online.
“Il nostro invito – sottolinea Sommella – è di seguire questo percorso istituzionale perché consente un monitoraggio costante a tutela della salute della donna e del futuro bambino. Questo consente infatti di accedere al momento del parto non da “sconosciuta” ma da paziente già monitorata e inquadrata per quanto concerne l’eventuale basso rischio o alto rischio ostetrico. Se una donna decide di farsi seguire da un medico privato, questo non preclude, anzi è auspicabile, che possa seguire parallelamente e a integrazione il percorso istituzionale”.
L’azienda sanitaria ha garantito tutti i servizi: diagnostica prenatale invasiva (amniocentesi e villocentesi), ecografia del cuore fetale, ambulatorio della gravidanza gemellare e della gravidanza a rischio. È stato sempre garantito, ovviamente su richiesta, anche il parto indolore con epidurale e la certezza della gestione delle gravidanze complicate. “Abbiamo mantenuta salda la collaborazione con la neonatologia, guidata da Letizia Magi che ha garantito costantemente la presenza di un neonatologo in area parto. I bambini sono nati tutti Covid negativi ed è proseguito il rooming in: il piccolo, quando possibile, è rimasto con la mamma durante la degenza. In sintesi – conclude Sommella – abbiamo garantito la madre nel suo percorso di avvicinamento al parto e abbiamo fatto in modo che questo avvenisse in completa sicurezza”.

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