Mugnai all’attacco: punita una Regione superficiale

La Toscana in zona rossa e’ la prevista conclusione di una settimana nella quale è emersa tutta la superficialità della Giunta regionale toscana. Ma questa nuova drammatica notizia e’ anche l’inevitabile conseguenza di una campagna vaccinale fantozziana, fallimentare, assurda e autolesionista. Una cosa da assoluti incompetenti: addirittura abbiamo dovuto capire che anche solo pretendere che sappiano fare di conto è chiedere troppo?!”.

“Ma riordiniamo le idee. Riavvolgiamo il nastro di queste ultime ore:
– Toscana ultima nelle vaccinazioni delle persone più a rischio, gli over 80, ma prima per le persone meno a rischio, giovani e sani;
– Draghi boccia le scelte della Toscana in Parlamento;
– Giani cerca di scaricare la colpa suoi medici di famiglia che proprio lui ha messo in una situazione assurda;
– dopo che Giani aveva garantito, conti alla mano, che la Toscana sarebbe rimasta in zona Arancione, adesso ci informa che, “ops, mi sono sbagliato, siamo rossi”.”.

“Immagino che adesso arriverà una salve di richieste di dimissioni, e’ inevitabile. Al contrario il sottoscritto invece non chiede le dimissioni di nessuno. Innanzitutto perché ho sempre pensato che le dimissioni non si chiedono per gli altri, al limite si danno per se stessi. L’ho pensato e l’ho pure fatto in realtà. Ma sopratutto non le chiedo perché non è il momento e suonerebbe irrispettoso per chi lotta da paziente o da congiunto di un paziente contro il Covid e di chi lotta in prima linea contro la pandemia. Tutte persone che hanno bisogno di avere un governo regionale che governi. Però Giani e la sua Giunta devono avere la forza e l’onestà intellettuale di rivedere ogni loro singola scelta che è risultata sbagliata. Non è il momento dell’orgoglio personale, delle parole a gratis o delle promesse, e’ il momento della responsabilità e della capacità di governo. Ammesso che ne abbiano.”

“E le parole odierne del Presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa speroche questa volta siano arrivate chiare all’orecchio del Governatore. Nel caso comunque gliele ripeto qui di seguito: “il richiamo era inteso a dire che bisogna vaccinare i fragili e gli ottantenni e poi andare in ordine di età, ho anche detto che il criterio dell’età deve tornare a essere prioritario. Perchè si vedono categorie che sono state vaccinate prima e non si capisce perché siano più esposte degli ultraottenni che poi sono i nonni che stanno con i nipoti”. Caro Presidente, “chi ha orecchie per intendere intenda”. Ma subito, per favore!”

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