Mcl celebra il primo maggio Pagliai: «Lavoro è diritto irrinunciabile della vita sociale»

Anche il Movimento cristiano lavoratori di Arezzo ha partecipato alle celebrazioni del primo maggio che si sono svolte in città. Le iniziative, promosse in modo congiunto dall’Mcl e dalle Acli, hanno avuto come filo conduttore quello della sicurezza nei luoghi di lavoro e hanno offerto due distinti momenti di riflessione, ai quali hanno partecipato gli esponenti di entrambe le associazioni.

Il primo ha avuto luogo presso l’Archivio di Stato di Arezzo, dove si è tenuta una piccola cerimonia, celebrata da monsignor Alvaro Bardelli, in ricordo dei due dipendenti della struttura deceduti nel tragico incidente accaduto il 20 settembre 2018.

«Mantenere vivo il ricordo di Piero Bruni e Filippo Bagni – dichiara il presidente Mcl, Maurizio Pagliai –  la cui scomparsa ha lasciato due famiglie in notevoli difficoltà, e che avrebbe potuto essere evitata, è un impegno che l’Mcl di Arezzo intende portare avanti. Come Mcl insistiamo molto sulla necessità di garantire la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, puntando sulla prevenzione e sulla formazione».

Il secondo momento di raccoglimento, invece, ha previsto la deposizione di una corona di alloro al monumento ai caduti sul lavoro, in viale Mecenate. Presente anche il consigliere al comune di Arezzo, Simon Pietro Palazzo.

Pagliai ha voluto ricordare il compito dei cattolici impegnati nel sociale e sul fronte del lavoro, soprattutto in un momento così delicato per la vita del Paese. Ma ha voluto anche rilanciare la speranza nel futuro, ripartendo dalle parole di papa Francesco nell’Enciclica Fratelli tutti: «Il lavoro è una dimensione irrinunciabile della vita sociale, perché non solo è un modo per guadagnarsi il pane, ma anche un mezzo per la crescita personale, per stabilire relazioni sane, per esprimere sé stessi»

«Il primo maggio – ha osservato ancora il presidente dell’Mcl – deve essere un’occasione di riflessione e di impegno. Dobbiamo ricordare quelle persone che hanno dato la loro vita al lavoro. É giusto che chi ha la responsabilità si attivi per impedire la triste sequenza di morti bianche. Dunque, meno parole e più interventi efficaci e mirati, che fino a oggi sono sovente rimasti solo al livello di buone intenzioni.

I morti sul lavoro, e per il lavoro, rappresentano una vergogna senza confini», ha concluso il presidente provinciale del Movimento cristiano lavoratori.

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