Maxi sequestro della Finanza

Un sequestro preventivo di beni per 1,4 milioni di euro è stato disposto dal gip di Arezzo nell’ambito di un’inchiesta della guardia di finanza su una presunta consistente frode ‘carosellò, nel settore della compravendita di auto e macchine agricole che sarebbe stata ideata da un imprenditore parmense assieme a un professionista aretino e attuata attraverso otto società create ad hoc e numerosi soggetti compiacenti utilizzati come ‘teste di legnò. L’indagine, coordinata da procura aretina, avrebbe permesso di individuare, spiega una nota delle fiamme gialle, «numerose operazioni fittizie di compravendita», realizzando «una frode di oltre 8 milioni di euro, con un’evasione di Iva per più di 1,3 milioni di euro e di 100.000 euro di imposta sul reddito delle società (Ires) non versata». Per l’accusa gli indagati, tra il 2015 e il 2018, avrebbero acquistato «un’importante partita di trattori e di autovetture di grossa cilindrata, in regime di non imponibilità Iva, grazie a false ‘dichiarazioni d’intentò, che permettono ai loro utilizzatori di effettuare acquisti senza Iva. Subito dopo l’acquisto, i ‘mezzì sono stati conferiti in una delle società dell’organizzazione, che ha dato inizio ad una girandola di cessioni infra-gruppo (ben 14 in poco più di un anno); in questo modo, le imprese acquirenti hanno beneficiato di ingenti, quanto falsi, crediti Iva», mentre «le imprese cedenti, amministrate da soggetti ‘prestanomè, hanno omesso gli adempimenti fiscali ed i versamenti delle imposte a debito, per poi chiudere l’attività definitivamente, in modo da far perdere le loro tracce al fisco». All’esito delle indagini il tribunale di Arezzo ha emesso il decreto di sequestro preventivo, «fino alla concorrenza di 1.428.670 euro, su disponibilità liquide, beni mobili, immobili e quote societarie, nei confronti dei dominus della frode, delle società coinvolte e delle varie ‘teste di legnò».

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