Marito padrone picchia la moglie che va a lavorare: due anni di condanna

Non voleva che la moglie lavorasse né che la figlia uscisse di casa dopo le venti. Per questo motivo le aveva picchiate più volte provocando loro occhi neri e contusioni. L’uomo, un 46enne algerino residente con la famiglia a San Giovanni Valdarno (Arezzo), e’ comparso oggi davanti al giudice Ada Grignani e al pm Bernardo Albergotti del Tribunale di Arezzo ed è stato condannato a due anni per maltrattamenti in famiglia aggravati perché consumati davanti ai figli.  I fatti contestati vanno dal 2001 al 2017. Secondo quanto ricostruito in aula la coppia, lui algerino lei italiana di 48 anni, sposatasi nel 1994, aveva iniziato dopo qualche anno di matrimonio relativamente tranquillo ad avere problemi. In particolare l’uomo non voleva che la donna, impiegata presso una nota azienda di moda del Valdarno, andasse al lavoro, cosa disonorevole a suo avviso per una donna. Per questo l’avrebbe più volte presa a schiaffi provocandole occhi neri e ferite che la donna nascondeva sotto il trucco fino a che la stessa, dopo due settimane, non aveva lasciato l’impiego. Ogni fine settimana l’operaio 46enne, tornava a casa ubriaco e picchiava moglie e figli, un maschio di 23 e una femmina di 24. Episodio contestato in aula anche quello accaduto la sera di Natale di alcuni anni fa quando il padre avrebbe impedito alla figlia di uscire perché le donne “non escono dopo le 20” picchiandola distruggendo poi casa. A denunciare gli episodi, vincendo la paura, il figlio che si è rivolto ai carabinieri. Da lì le indagini, la denuncia e il processo al termine del quale l’uomo è stato condannato.

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