Licio Gelli mandante della strage di Bologna

2 agosto 1980 stazione di Bologna, la strage che ha cambiato il corso della storia d’Italia. Il punto massimo di quella che venne definita la strategia della tensione. Dopo Piazza Fontana e l’Italicus, la bomba alla stazione dove pagarono con la vita tanti innocenti, 85 vittime di strategie occulte e di un disegno politico e al tempo stesso criminale che entrava dentro i gangli dello Stato. Per la procura di Bologna è arrivato il momento della chiusura delle indagini. Dopo 40 anni esatti sappiamo chi sono i mandanti. Tra questi risuona il nome di Licio Gelli, il maestro venerabile della loggia P2. L’uomo dei misteri che se ne è andato con le sue trame e i suoi segreti. Il nome di Gelli si trova in compagnia a quello di Umberto Ortolani, Federico d’Amato e Mario Tedeschi. Gelli dunque il regista della strage. La guardia di finanza ha ricostruito complesse operazioni e flussi di danaro che cui gli esecutori, tutti appartenenti al gruppo terroristico neo fascista di ordine Nuovo, sarebbero stati i beneficiari. Gelli, la P2, gli elenchi di Castiglion Fibocchi, Villa Wanda. La chiusura delle indagini non avrà alcun riscontro giudiziario visto che i destinatari sono passati a miglior vita. Sarà il Padre Eterno a risolvere la pratica.

Nota a parte. Tra le vittime di Bologna non dimentichiamo che c’era anche un ragazzo di Anghiari, Roberto Procelli. Svolgeva il servizio militare nella città emiliana. In quel momento stava telefonando a casa.

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