Libri spariti, esposto del sindaco

Prima un’interrogazione del consigliere di opposizione Danilo Serfini poi una presa di posizione dell’appassionato di storia locale e collaboratore di Angelo Tafi Santino Gallorini. La presunta presenza di alcuni libri di monsignor Tafi e altri sugli ebrei nella zona della Valdichiana all’isola ecologica di Castiglion Fiorentino ha suscitato scalpore.  “Sui libri di Monsignor Tafi, sono molto dispiaciuto e amareggiato – scrive Gallorini – ma non per me, proprio per Don Angelo. Circa la sparizione il sindaco Mario Agnelli ha presentato un esposto che, tramite la polizia municipale, sarà presentato alla procura della Repubblica. Le indagini sono in corso. Di seguito il comunicato stampa del comune. “In un paese normale il dibattito politico s’incentra sui problemi, e talvolta può sfociare in aspre critiche. In un paese normale. Castiglioni, purtroppo, non è un paese normale.  Qui abbiamo un consigliere comunale, tale Serafini, che ha pensato bene di riversare le sue storture mentali nella sua strampalata attività politica. E così accade che questo solerte consigliere, nella foga di trovare il marcio a tutti i costi, costruisca un’accusa nei confronti dell’Amministrazione Comunale che si rivela oltreché falsa anche del tutto improbabile. Serafini, dunque, ci accusa di aver buttato al macero centinaia e centinaia di libri, alcuni dei quali addirittura appartenenti al “Fondo Tafi” e da lui salvati. Ma andiamo per ordine, così da far comprendere quanta falsità vi sia negli scritti di questo Savonarola “de noantri”. Con la delibera n.48 del 24.02.2020 la Giunta Comunale ha autorizzato lo scarto dei libri della Biblioteca, una procedura ordinaria con la quale viene inviato un elenco dei libri in Sovrintendenza, che autorizza lo scarto. In questo caso allegato alla delibera c’è l’intero elenco dei circa 1000 libri selezionati e l’autorizzazione della Soprintendenza. Nonostante vi sia l’autorizzazione allo scarto, è buona norma che i libri scartati vengano donati alle Scuole, ai Circoli, e, dallo scorso anno, anche all’iniziativa “Uno, nessuno e centomila” che è nata anche per questo motivo. Solo una residua parte viene destinata al macero, e si tratta perlopiù di libri deteriorati, riviste, o doppioni, triploni, in cattivo stato. La nostra Amministrazione si è distinta da sempre per l’attenzione che ha dimostrato, concretamente, per le politiche tese alla conservazione della memoria, e quindi anche del nostro patrimonio librario: negli anni siamo stati insigniti non a caso del titolo “città che legge”, e siamo da sempre protagonisti ed artefici di idee che vivacizzano il panorama culturale e tendono a sviluppare una coscienza critica dei cittadini castiglionesi. Non siamo abituati a tali bassezze da parte di questi odiatori seriali, capaci unicamente di puntare l’indice, in questo caso verso una corretta pratica amministrativa. La procedura di scarto è stata seguita anche dopo l’adozione della richiamata delibera. Dunque, in questo elenco, del quale tutti possono estrarre copia -ed a maggior ragione l’astuto consigliere-, non vi sono i libri appartenenti al Fondo Tafi. A seguito della notizia fornitaci abbiamo provveduto a denunciare alle competenti Autorità la scomparsa di quei libri. Pare tuttavia che lo stesso Consigliere custodisca in gran segreto quei libri dei quali denuncia la scomparsa. Ci dica, dunque, il Consigliere, come possa avere in custodia dei libri di proprietà della Biblioteca, e soprattutto chi glieli abbia consegnati”.

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