L’allenatore e la ballerina allo Spina

“Preservare la memoria affinché non ci siano più tragedie e massacri contro l’umanità. Lo scopo di queste o di altre analoghe iniziative è quello di fornire gli strumenti per capire e nel contempo preservare la memoria della storia”. Così Massimiliano Lachi, assessore alla Cultura, durante l’incontro con gli studenti tenutosi questa mattina al Teatro Spina, in occasione della ricorrenza del “Giorno della Memoria”,  al termine dello spettacolo teatrale dal titolo  ”L’Allenatore e la Ballerina” . Dopo la rappresentazione teatrale che racconta la storia di Erno Egri Erbstein, calciatore e allenatore di calcio Ungherese scomparso nella tragedia di Superga del “Grande Torino”, e di Susanna Egri, sua figlia notissima ballerina e coreografa, è nato, quindi, tra gli attori e gli studenti del Liceo Scientifico e della scuola media un momento di approfondimento per riflettere, appunto,  sulla Shoah, sulle leggi razziali e sulla persecuzione. E nel Giorno della Memoria in segno di omaggio alle vittime dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico è stato disposto dal comune l’esposizione della bandiera a mezz’asta. “Il Giorno della Memoria è non solo un giorno del calendario ma il giorno della memoria che si rinnova ogni qual volta sentiamo e vediamo compiersi persecuzioni ad ogni latitudine. Non esiste domani senza memoria. Bisogna avvicinare i giovani a queste tematiche ricordandogli questi o altri tipi di vittime anche al di là delle ricorrenze speciali” conclude l’assessore Lachi.  Erno Egri Erbstein, calciatore e allenatore di calcio Ungherese, di origini ebree, scomparso nella tragedia di Superga che il 4 maggio 1949 coinvolse il “ Grande Torino”, è stato allenatore della Lucchese dal 1933 fino al 1938 anno in cui fu costretto ad emigrare a Torino a causa dell’entrata in vigore delle leggi razziali fasciste. La vita di Erno e sua figlia Susanna, si muove fra Italia, Olanda, Germania, Ungheria: una fuga dal male e dalla follia delle leggi razziali alla ricerca della bellezza e dell’amore.

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