La truffa del pacco in arrivo

“Il tuo pacco sta arrivando, seguilo qui”: è questo il testo dell’SMS, proveniente da un numero sconosciuto, che molti utenti hanno ricevuto nelle ultime settimane, seguito da un link dove presumibilmente poter tracciare la consegna. Ovviamente, non cliccateci: è un tentativo di truffa.

In un periodo in cui sempre più spesso si fanno acquisti online, e quindi le probabilità che un pacco sia sulla via di casa sono molte di più rispetto a qualche tempo fa, il rischio di cadere nella trappola dell’SMS relativo a una consegna è sensibilmente maggiore.

Lo schema è quello classico di molte truffe informatiche: un breve messaggio di testo arriva sullo smartphone e ci invita a cliccare su un link per completare un’operazione urgente. Se solo non fosse che il collegamento ipertestuale porta su un sito, realizzato per somigliare in tutto e per tutto a quello di una normale azienda di spedizioni, dove si richiede un pagamento per sbloccare il pacco in consegna poiché le spese di spedizione non sarebbero ancora state saldate. Compilando i campi richiesti, si consegnano così le proprie credenziali bancarie e informazioni sensibili. L’obiettivo della truffa è il phishing (che, avvenendo via SMS, prende il nome di smishing), con tutte le conseguenze che ne derivano. I consigli per difendersi sono quelli di provare a riconoscere i messaggi falsi interrogandosi sull’identità del mittente, a partire dall’URL, non aprire link né inserire dati e non scaricare mai file allegati o contenuti in un sito esterno.

È importante ricordare che nessun corriere chiederebbe del denaro aggiuntivo a spedizione in corso (anche il pagamento a contrassegno avviene sulla porta di casa, quando il corriere è già arrivato), motivo per cui l’imperativo è non cliccare sul link, non inviare alcun dato ed eventualmente segnalare il numero del mittente alla polizia postale (trovate il form in Via 2).

Anche a causa della pandemia, le truffe di questo tipo sono in continuo aumento, al punto che poco più di un mese fa una signora valtellinese si è ritrovata con 19.000 euro in meno sul conto corrente dopo aver cliccato su uno dei famigerati link arrivati via SMS. Solo il tempestivo intervento di polizia postale e carabinieri ha consentito di bloccare il portafoglio del beneficiario impedendogli di incassare altri 9.000 euro. D’altronde, truffe simili arrivano anche via mail, come quelle provenienti da un indirizzo simile a quello dell’Agenzia delle Entrate.

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