Incidente Rofelle, dura nota della Cgil

Ieri a Rofelle, nel comune di Badia Tedalda (Arezzo), al confine con le Marche e l’Emilia Romagna, nell’area dei lavori di rifacimento del metanodotto Rimini-Sansepolcro, è finito in un dirupo un pick-up con cinque operai di una delle imprese a cui sono stati affidati i lavori. I cinque operai hanno riportato ferite di varia entità.

Si tratta di ‘una grande opera’ come si direbbe, di quelle che nell’aretino non si vedono da tempo. Sono impiegati circa 200 lavoratori: di loro una parte sono meccanici, circa 150, il resto edili e operano su diversi lotti di cantiere sparsi sulle montagne al confine con la Romagna.

Dice Antonella Pagliantini (segretaria generale Fillea Cgil Arezzo): “Un grande lavoro come questo avrebbe dovuto essere preceduto da un confronto con il committente, da una contrattazione d’anticipo con l’appaltatore, ma difficilmente ci si confronta col sindacato per introdurre strumenti efficaci come il badge all’ingresso così da monitorare tutte le aziende e i lavoratori presenti, le ore lavorate e controllare quasi in tempo reale cosa accade in cantiere, quali sono i contratti applicati inerenti all’appalto, tutte cose che ci eviterebbero ogni volta lo sgradevole compito di giocare a ‘indovina chi’, cercando disperatamente notizie confortanti dai colleghi quando succede un incidente sul lavoro. Siamo di fronte a una miriade di imprese tra appalti, sub appalti, affidamenti, forniture, sub forniture per cui spesso è difficile venirne a capo”.

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