Il gruppo del Pd chiede la convocazione della Commissione garanzia

Il gruppo consiliare del Pd chiederà la convocazione della Commissione consiliare controllo e garanzia. “Un atto politico – commenta Alessandro Caneschi, Consigliere comunale e Segretario comunale del Pd – per confermare quanto stiamo ripetendo in queste ore: non spetta a noi affermare e verificare reati: è un compito della magistratura. Spetta a noi sviluppare un confronto su un concetto: l’Amministrazione Ghinelli è all’altezza dei bisogni di Arezzo? La risposta è no”.

Chi difende, in drammatica ed eroica solitudine, il Sindaco Ghinelli continua a dichiarare che “Il fatto politico è uno soltanto: Ghinelli non è indagato mentre la sinistra si ostina a giudicarlo colpevole”. “Errore – sottolinea Alessandro Caneschi Il fatto che, agli atti, Ghinelli non sia indagato non è un fatto politico ma giudiziario. E quindi non è oggetto di questa discussione. L’oggetto è che il Sindaco abbia ospitato nel suo ufficio tre politici del centro destra, almeno due dei quali suoi stretti collaboratori e non visitatori di passaggio, e con essi abbia intavolato il ragionamento che oggi tutti sanno grazie alla registrazione di Staderini, allora Presidente di Ora Ghinelli, l’associazione poi lista civica del Sindaco”. Oggetto di quel confronto sono giudicati dagli inquirenti potenziali reati.

“Fare chiarezza politica su nomina, finanziamenti, soldi, scambi di favori ci sembra un dovere istituzionale verso i cittadini – afferma Caneschi Qualcuna insiste nel dire che “le opposizioni strepitano per nulla”. Frase chiarificatrice, l’unica davvero tale in questi giorni. Valori quali trasparenza, correttezza, competenza, onestà vengono codificati in una sola parola. “nulla”. Davvero qualcuno pensa che basti una frase di questo tipo per chiudere la vicenda? Far finta di niente, voltare pagina, andare avanti come prima?”

Non è possibile ma, soprattutto, non è giusto per il rispetto dovuto a tutti i cittadini, in modo particolare a quelli che hanno votato Ghinelli. “Il silenzio attorno al Sindaco, rotto da una sola e solitaria voce, conferma questa necessità. Come lo conferma la frase difensiva che “gli altri stanno in silenzio perché non c’è molto da dire”. E’ vero. Non c’è molto da dire. Parlano le voci, raccontano le carte. Trarne le conseguenze sarebbe un atto di responsabilità politica e di rispetto verso la città: di questo discuteremo in Commissione Garanzia perché stavolta non funzionerà la frase “ha da passà ‘a nuttata”.

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