I giocatori dell’Arezzo scrivono all’Aic: “Vogliamo sapere che ne sarà di noi”

In tutto il mese di aprile, d’isolamento in Arezzo, sopportando un enorme sacrificio, lontani da famiglia e affetti, abbiamo eseguito con scrupolo il programma di lavoro individuale che la società ci ha inviato, presso le nostre abitazioni, rispettosi dei nostri obblighi e in modo da mantenere la condizione atletica e poter poi riprendere il campionato prima possibile: continueremo a farlo anche, sempre secondo i programmi che la società e il nostro staff tecnico ci ha già inviato, con la speranza di indossare la maglia amaranto nelle competizioni ufficiali.

Abbiamo oggi letto sui quotidiani che molte società stanno svolgendo gli allenamenti individuali all’interno di strutture private, a porte chiuse, sfruttando le possibilità delle normative recenti; per questo, riteniamo che, per tutelare la nostra efficienza sportiva al meglio, sia giunto il momento di tornare a lavorare nelle strutture sportive gestite dalla società, sempre nell’osservanza delle prescrizioni dovute all’emergenza attuale, e quindi ci mettiamo a disposizione per questo.

Infatti, ognuno di noi vorrebbe tornare quanto prima a calcare l’erba del Comunale, magari, e solo quando sarà consentito, tra l’entusiasmo dei nostri tifosi, mai venuto meno anche in momenti di difficoltà; ed è proprio nel rispetto della nostra passione che speriamo tutti uniti di vedere una luce in fondo al tunnel che possa rincuorarci e permetterci di tornare a rappresentare sui campi società e città.

Da calciatori professionisti, abbiamo il diritto di saper quale sarà il nostro futuro. La società non ci ha mai fatto mancare nulla, anzi in passato va indicata tra quelle modello che ha sempre rispettato i propri impegni.

È giunto però il momento che la stessa ci faccia sapere prima possibile quali saranno i programmi futuri, e come verranno gestiti i nostri contratti anche in termini economici.

Comprendiamo che questa inaspettata pandemia ha stravolto la vita del nostro Paese, e vogliamo anzi oggi ringraziare tutti quelli che, negli ospedali, nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine e nei servizi essenziali, hanno combattuto sino ad oggi il terribile virus a loro rischio personale; se necessariamente sino ad ora siamo stati in panchina, pur allenandoci, facciamo notare che il calcio per noi tutti è un lavoro, e che solo grazie a questo riusciamo a mantenere le nostre famiglie ed a rispettare gli impegni presi, come per le altre categorie che stanno finalmente tornando ad operare da oggi.        

L’augurio che intendiamo esprimere con questo comunicato è quello che insieme agli sportivi aretini possiamo riprendere il cammino interrotto per regalare a tutti ulteriori gioie e soddisfazioni”.

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